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Per evitare la prigione accetta di fare il Cammino di Santiago

PIELGRZYM NA CAMINO
Shutterstock
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Il 25 luglio, un tribunale di Venezia ha commutato la condanna di un giovane reo perché ha accettato di andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela

Un cammino educativo

Seguendo il consiglio di Lunghi Cammini, il giudice ha proposto il pellegrinaggio stabilendo delle condizioni ben definite. Il ragazzo doveva impegnarsi a compiere tutto il percorso, non poteva consumare droghe, alcool e tabacco e si impegnava a non usare il cellulare in nessun caso. Se non avesse rispettato qualcuna di queste condizioni, sarebbe andato subito in carcere.

Il ragazzino è partito accompagnato da un “angelo custode”, Fabrizio, un volontario di 68 anni, professore in pensione, che aveva la responsabilità di assicurarsi che la sentenza venisse eseguita seguendo le condizioni stabilite. I due pellegrini avevano un budget di 40 euro al giorno per vitto e alloggio.

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Tra discussioni e preghiere

Il percorso non è stato sempre facile. Il ragazzino si arrabbiava regolarmente e ha avuto molti momenti di dubbio, e il percorso è stato un’alternanza di discussioni e preghiere. A poco a poco si è sviluppato un forte legame tra i due. Superati molti momenti di scoraggiamento, sono finalmente arrivati a Santiago de Compostela. Al ritorno a Venezia, ciascuno dei due ha testimoniato quanto il viaggio l’abbia cambiato e l’amicizia che è nata tra di loro.

Fabrizio ha affermato che il pellegrinaggio è stato per lui un vero “apprendimento di apertura, comprensione e accettazione dell’altro”. Quanto al ragazzino, il Cammino gli ha permesso di “riflettere sulla sua vita”. Ha anche espresso la sua immensa gratitudine a Fabrizio: “La sua presenza è stata per me come una spina che mi pungolava costantemente. Ma è stata una spina al contempo dolorosa e positiva: mi ha mostrato una vita vera e veri valori. E ho anche trovato un nonno!”

Per Isabella Zuliani, direttrice dell’associazione, queste esperienze di reinserimento sono una soluzione che evita i rischi associati al carcere. La loro forza è essere caratterizzate dalla difficoltà e dalla rinuncia, e rappresentano un modo eccellente di aiutare i giovani a trovare la giusta strada nella loro vita.

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