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Alfie Evans aveva diritto ad andare a Roma? La UE, sul punto, nicchia…

ALFIE EVANS
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Avvenire riporta, in un suo articolo di oggi, la risposta all’interrogazione parlamentare presentata dalle europarlamentari Mara Bizzotto (Lega Nord), Elisabetta Gardini (Forza Italia), Patrizia Toia e Silvia Costa (entrambe del Partito Democratico) a proposito del caso di Alfie Evans e del suo diritto a trovare cure al di fuori del proprio paese di origine secondo quanto riportato dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. La risposta della Commissione Europea, attraverso il suo portavoce Vera Jourová è stata:

«Il diritto del minore alla protezione e alle cure è un diritto fondamentale sancito dall’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. L’Unione non dispone tuttavia di poteri generali d’intervento presso gli Stati membri in materia di diritti fondamentali». In sostanza: «In base all’articolo 51, paragrafo 1, della Carta, le disposizioni di quest’ultima si applicano agli Stati membri esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione».

Inoltre, «ai sensi dell’articolo 168, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento della Ue, “la definizione della loro politica sanitaria” e “l’organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica” rientrano nell’ambito della competenza di ciascuno Stato membro».

Siamo di fronte alla presa d’atto di una insufficienza (l’ennesima) dell’Unione Europea, che non è in grado di far valere i diritti dei suoi cittadini di fronte agli stati nemmeno quando è in gioco la vita?

Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast (associazione che lotta per i casi come quello di Alfie) ha detto:

“Con questa risposta è chiaro ed evidente che la Carta europea dei diritti fondamentali è completamente inefficace. Dalle parole riportate dall’on. Jourová a nome della Commissione Ue, nonostante la richiesta esplicita (come loro diritto) di due genitori per far trasferire loro figlio malato dall’ospedale inglese Alder Hey all’ospedale italiano Bambino Gesù per poter continuare le cure, i tribunali inglesi ripetutamente hanno negato ai genitori e al malato questa possibilità. Quindi nonostante la chiara violazione della Convenzione europea sui diritti dell’uomo: dall’intangibilità della vita alla libertà di scelta della famiglia, dalla libertà di cura alla libertà di circolazione all’interno del territorio europeo dei suoi cittadini; l’Europa non riesce a far rispettare quanto varato dai suoi Stati membri. E’ inconcepibile una risposta simile dell’Unione e fin da subito chiediamo il massimo impegno delle forze politiche per far rispettare la Carta europea dei diritti fondamentali, perché altrimenti è un foglio di carta che non vale nulla”.

L’Associazione, che ha da poco reso membro onorario proprio Thomas Evans, padre di Alfie, ha voluto ringraziare le parlamentari impegnate su questo fronte: “Ringraziamo l’impegno dell’on. Mara Bizzotto, dell’on. Elisabetta Gardini, dell’on. Patrizia Toia, dell’on. Silvia Costa e di tanti altri parlamentari europei che hanno rappresentato le nostre istanze per salvare il piccolo Alfie e i tanti bambini che giornalmente vivono drammi simili”, afferma l’organizzazione.

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