Aleteia logoAleteia logoAleteia
venerdì 09 Dicembre |
San Juan Diego Cuauhtlatoatzin
Aleteia logo
News
separateurCreated with Sketch.

Tenere in vita Alfie Evans è accanimento terapeutico?

Padre Gabriele Brusco e Alfie Evans

Alfie's Army

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 27/04/18

Chi vuole tenere in vita Alfie è oggi contestato da chi sostiene che sia inutile protrarne l'agonia. Ma la vita non è mai "inutile". Vi spieghiamo perché 

Chi oggi si batte per non far morire Alfie Evans sostiene un inutile accanimento terapeutico? Hanno ragione coloro che ripetono: “lasciamolo stare quel bambino, tanto non ha senso tenerlo in vita”?

Aleteia ha chiesto di rispondere a questa domanda a Padre Maurizio Faggioni, autorevole bioeticista dell’Accademia Alfonsiana e membro del Comitato Etico dell’ospedale “Bambin Gesù”, la struttura ospedaliera di Roma che si era offerta di ospitare il piccolo Alfie.

“Non esistono terapie…”

Padre Faggioni premette: «Per le notizie che sappiamo, questo bambino ha una grave malattia degenerativa non diagnosticata con precisione e per la quale non esistono terapie. Ha problemi respiratori, cerebrali, i suoi organi vitali sono compromessi. Francamente non esistono, attualmente, terapie per garantirne la sopravvivenza. Alfie va verso la morte».




Leggi anche:
FINE VITA. Accanimento terapeutico: che cos’è?

Corsa verso la morte

A Liverpool, la città dove è ricoverato, i pediatri dell’ospedale, supportati dalle decisioni dei giudici, «sostengono che la cosa migliore è non proseguire con i sostegni vitali. In questo modo – sottolinea Faggioni – determinano una morte naturale anticipata: accelerano questo processo, senza accompagnare Alfie verso il “trapasso”».

La dignità del “trapasso”

Accompagnare il bambino verso la morte, precisa il bioeticista, non significa «praticare terapie eroiche, ma monitorare i parametri vitali con terapie proporzionate al quadro clinico, utilizzando anche cure palliative che portino Alfie verso la morte naturale. In questo caso, quindi, non si può parlare di accanimento terapeutico!».




Leggi anche:
L’alimentazione forzata può considerarsi accanimento terapeutico verso i malati terminali?

Un abisso culturale

Il problema del caso Alfie è culturale.

«In Inghilterra si sta affrontando la questione con superficialità. Si ragiona così – osserva Faggioni – “questo bambino deve morire, tanto vale muoia subito”. Ma la nostra idea della vita è completamente diversa».

(Guardate con quale facilità la dott.ssa Matilde Leonardi riesce a spiegare in 3 minuti perché non si tratta di accanimento terapeutico)

“Rispettare finchè non si spegne…”

Se oggi l’opinione pubblica nel nostro Paese è così scossa dal caso di Alfie è «perché da noi la volontà dei genitori e la volontà della medicina, si muovono su una linea diversa dalla cultura anglosassone. Da noi vige questo principio: “rispettare l’esistenza finchè non si spegne” e rispettare significa accompagnare e non spingere verso la morte. Questo fa la differenza culturale e anche la natura dello scontro».


POPE FRANCIS,GENERAL AUDIENCE

Leggi anche:
Papa Francesco: mai abbandonare il malato, ma niente accanimento

La vita non è mai “inutile”

Il giudice che ha condannato Alfie, non a caso, sostiene il bioeticista, ha utilizzato l’espressione poco felice di “vita inutile”. «Lui agisce, opera, con una visione completamente diversa dalla nostra. Ma la vita non è mai inutile – ammonisce Faggioni – è la terapia che può essere inutile, la vita è sempre degna!»

“Non abbiamo imposizioni”

In quel contesto, ciò che perde completamente rilievo è il ruolo della famiglia del malato. I genitori di Alfie sono «irrilevanti». «In Italia non esiste che un medico decida per il paziente, ignorando la volontà del paziente stesso o della famiglia. Non ci sono imposizioni».

PROTEST W SPRAWIE ALFIEGO EVANSA

Leggi anche:
Alder Hey blindato: come e perché stanno isolando la famiglia di Alfie Evans

La tracheotomia

Infine, conclude Faggioni, questa lontananza culturale, fa sì che anche un intervento come la tracheotomia, si metta al centro di infinite e sterili polemiche. «Sarebbe un intervento palliativo, lo farebbe stare meglio in questo processo verso lo “spegnersi”. Fare polemiche anche su questo è la dimostrazione dell’assurda piega che ha ormai preso questa vicenda».

Tags:
accanimento terapeuticoAlfie Evanscure palliativedifesa della vitaeutanasia
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni