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Carlo Vanzina aveva ricevuto una grazia speciale da Santa Rita da Cascia

CARLO VANZINA
MASSIMO VALICCHIA / NURPHOTO / AFP
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Ne era profondamente devoto. Venti anni fa aveva "incontrato" la santa dei casi impossibili. Prima di morire il regista avrebbe incontrato anche Papa Francesco

Carlo Vanzina, il regista che a 67 anni si è spento a Roma dopo una lunga malattia, non ha mai fatto mistero della sua profonda fede. In particolare, nel libro Registi d’Italia, aveva confidato la sua devozione nei confronti di santa Rita da Cascia.

Nel taschino della sua camicia portava sempre un’immaginetta. «Mi ha fatto una grazia venti anni fa. Da allora ogni anno vado in pellegrinaggio a Cascia e sono tornato a Messa».

La Comunione da Giovanni Paolo II

POPE
J. DAVID AKE / AFP

Il regista ha confessato anche di aver preso la Comunione dal Santo Padre, Giovanni Paolo II. «Mi sono commosso quando la sua bara – affermava Vanzina – così semplice, è andata via per sempre» (Famiglia Cristiana, 8 luglio).

La stretta di mano con Bergoglio

PAPIEŻE TEŻ SĄ DOWCIPNI
Korea.net/Wikipedia | CC BY-SA 2.0
Innym razem papież Franciszek zadzwonił do karmelitanek z Cordoby, by je pozdrowić, ale wszystkie były na modlitwie i nikt nie odebrał telefonu. Franciszek zostawił więc wiadomość na automatycznej sekretarce: „Co też robią te zakonnice, że nie mogą odebrać telefonu od papieża?”.

Il regista non avrebbe incontrato solo Wojtyla. Ma anche un altro papa. Cioè Papa Francesco. L’incontro sarebbe avvenuto poche settimane prima di morire. A svelarlo a Il Tempo, il lobbysta Luigi Bisignani:

«Quando poche settimane fa Papa Bergoglio gli aveva stretto forte forte le mani, Enrico Vanzina, commosso fino alle lacrime, aveva capito che suo fratello Carlo non ce l’avrebbe fatto, (..) Enrico aveva pregato a lungo per suo fratello che da un anno combatteva con fede e coraggio, dopo mille cure, con un melanoma della pelle che, operato vent’anni fa, aveva ripreso all’improvviso la sua azione distruttiva. E quella stretta di mano così intensa gli era forse sembrata come un viatico nei disegni imperscrutabili del Signore».

Il pensiero rivolto a Dio

Secondo Bisignani, amico di lungo corso di Vanzina, il regista aveva affrontato la malattia, e «anche ogni istante della sua vita» con il «pensiero rivolto a Dio, alla sua famiglia, ai suoi amici più cari. Sempre con quel sorriso ironico, ma un po’ melanconico, e con quel tratto di generosità che lo hanno contraddistinto come amico impagabile e compagno di lavoro scrupoloso e attento».

“Ha regalato allegria e umorismo”

La famiglia (era sposato con Lisa Melidoni da cui ha avuto due figlie, Isotta e Assia) per ricordarlo ha diffuso questo messaggio: «Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese».

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