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Caro sacerdote, vuoi fare una buona omelia? Ecco 10 regole da seguire

© Africa Studio/SHUTTERSTOCK
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In "Salvare l'omelia" di Adriano Zanacchi si spiegano i segreti di un bravo predicatore. E gli errori da evitare

Pochi fronzoli, assenza di suggestioni e tanta concretezza per entrare realmente nel cuore dei fedeli. Le regole – qui sintetizzate in 10 punti – per una buona predicazione del sacerdote le racconta il professore Adriano Zanacchi in“Salvare l’omelia” (edizioni Dehoniane).

1) Predicare con gioia

PRIEST,WOMAN
Sebastien Desarmaux | Godong

La predicazione deve essere gioiosa e portare a superare un passato prevalentemente, se non esclusivamente, condito di penose rinunce penitenziali e di terribili, e paralizzanti, minacce infernali: «La predicazione sacerdotale dev’essere realizzata, come quella di Cristo, in modo positivo e stimolante, che trascini gli uomini verso la Bontà, la Bellezza e la verità di Dio. i cristiani devono far risplendere la conoscenza della Gloria divina che rifulge sul volto di Cristo».

2) Un solo tema principale

I contenuti dell’omelia devono sempre avere come riferimento i testi (la Bibbia, il Lezionario, il Messale), un sottile lavoro esegetico, dalla scelta tematica e dalla collocazione della specifica omelia nel calendario liturgico alla considerazione di documenti, non solo ecclesiali, utili per l’attualizzazione del messaggio.

È quasi unanime il suggerimento di concentrare l’omelia su un solo tema principale, possibilmente riassumendolo in una frase (qualcuno suggerisce: come il titolo di un articolo di giornale), da ripetere o da richiamare in sede conclusiva. Nella scelta si deve tener conto del livello di comprensione dei fedeli presenti, delle esigenze pastorali più vive nella comunità, della possibilità di comporre, nel tempo, un preciso itinerario di fede.

3) Incipit accattivante

L’introduzione vuol dire, anzitutto, conquistare l’attenzione dei fedeli ed esporre, in modo breve e accattivante. È molto importante che l’incipit introduca il tema centrale prescelto, con parole capaci di coinvolgere, facendo leva non solamente sulla funzione referenziale o informativa, ma anche su quella emotiva (un fatto, un racconto) e, magari, su quella poetica (un verso, persino il titolo di una canzone). Certamente discutibile, se non errato, si può considerare l’esordio con «Sia lodato Gesù Cristo» o con «Buona domenica», che contraddice radicalmente la natura dell’omelia come parte della celebrazione liturgica.

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