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Come riuscire ad ascoltare Dio quando sembra tacere

DZIEWCZYNA Z KUBKIEM HERBATY

Pixabay | CC0

Catholic Link - pubblicato il 08/06/18

di Lexie Metzler

Sembra che ci siano grandi stereotipi relativi al modo in cui Dio ci parla. Spesso pensiamo alla conversione di Saulo (poi diventato Paolo), che ha sentito la voce di Dio tuonare attraverso le nubi chiedendogli: “Saulo, perché mi perseguiti?” Altre volte, quando ci sentiamo in conflitto e abbiamo bisogno di risposte, aspettiamo letteralmente che Dio sussurri qualcosa al nostro orecchio. Non dirò che ascoltare letteralmente la sua voce sia impossibile. Conosco persone che affermano di averla sentita e che è per questo che sono arrivate dove sono oggi.

È pericoloso, però, anche lasciarsi trasportare talmente da queste idee da non riuscire a sentire Dio intorno a noi. Spesso, infatti, aspettiamo talmente quei momenti da perderci i tanti modi in cui Dio ci parla.

Come possiamo rimediare? In primo luogo dobbiamo sapere che imparare a riconoscere la voce di Dio non è una cosa che accade dal giorno alla notte, soprattutto quando siamo rimasti fissi su un’idea per molto tempo. In secondo luogo, anche se impariamo come ci parla, è facile essere talmente presi dalla vita quotidiana da non percepirlo.

Ci vuole tempo, e servono un cuore e una mente aperti.

Ma si può fare.

Ecco 5 modi in cui possiamo ascoltare la voce di Dio.

1. Un buon istinto

A volte sentiamo di dover fare qualcosa e non sappiamo perché. Potrebbe essere allontanarsi da qualcuno o da una situazione, pregare per una persona o sentire che sta per accadere qualcosa e voler aiutare qualcuno. Mi è successa una cosa del genere circa quattro mesi fa. Ero a una conferenza e ho avuto la splendida opportunità di conoscere Hallie Lord e farmi autografare il suo libro On the Other Side of Fear: How I Found Peace. Mentre ero in fila ho sentito la necessità di prenderne una copia per un sacerdote che è un mio buon amico. Non capivo perché, sentivo solo di doverlo fare. L’ho preso, e il lunedì mattina successivo sono andata all’UPS e gliel’ho spedito, firmato da Hallie e con un mio biglietto che spiegava perché gliel’avevo inviato. Circa una settimana dopo ho ricevuto un suo messaggio che diceva fondamentalmente che avevo fatto bene a seguire il mio istinto e che stava trovando quel libro pieno di saggezza. Quel momento mi ha confermato che Dio ci parla davvero attraverso il nostro istinto. Ascoltatelo. Seguitelo. È Dio che vi parla.

2. I rumori del mondo che ci circonda

Anche se non cerchiamo una risposta, potremmo sperimentare dei momenti in cui non sentiamo la presenza di Dio.

Vorremmo provare la sensazione che sperimentiamo dopo aver ricevuto Cristo nell’Eucaristia o averlo incontrato nel confessionale, ma ci sono volte in cui quel sentimento caloroso, amorevole, gioioso e pacifico nel nostro cuore è semplicemente assente. Se lottate con questo (e onestamente a chi non capita?), cercate di guardare il mondo che vi circonda. Ci sono sicuramente molte cose non certo piacevoli, ma anche cose splendide che sono parte della creazione di Dio. L’arcobaleno in cielo dopo una tempesta, il canto degli uccelli, un bambino che ride, le onde dell’oceano che si infrangono a riva, il sole che ci riscalda… Guardate tutte quelle cose splendide e ricordate che Dio è il Creatore. Anche solo imparare come funziona il mondo, tutti i sistemi complessi che ne fanno parte, sottolinea la grandezza di Dio. Vedendo quello che possiamo fare, riusciamo a iniziare a cogliere ciò che Egli è.

3. Azioni tra altre persone

Ne I Miserabili si dice che “amare un’altra persona è vedere il volto di Dio”, e quando vediamo la gente che si ama ed è gentile vediamo Dio che si irradia attraverso quella persona. Dio è amore, e quindi tutti i veri atti d’amore sono un riflesso di Lui. Anche se la persona che compie quell’atto non se ne accorge, non ho dubbi sul fatto che Dio stia operando attraverso quella persona.

4. Preghiera

Dovrebbe essere scontato, no? Ma pensateci un attimo… Quanta motivazione a pregare abbiamo quando non sentiamo la presenza di Dio? Ricordate che Dio per parlarci aspetta che ci rivolgiamo a Lui. O forse dobbiamo provare un tipo specifico di preghiera, quello in cui si ascolta più che parlare. La preghiera è una conversazione con Dio, ma non significa che dobbiamo essere sempre noi a parlare. Come possiamo ascoltare Dio quando non gli diamo l’opportunità di parlare? Quando siamo così presi da quello che abbiamo da dirgli da non ascoltare quello che Lui vuole dire a noi? Non significa che non dovremmo mai dire a Dio cosa affrontiamo. Dobbiamo farlo, e Lui lo vuole, ma vuole anche che gli doniamo la nostra attenzione, e quando lo facciamo possiamo ascoltarlo nel silenzio del nostro cuore. Cercate anche di andare all’Adorazione Eucaristica. Stare con Lui alla sua presenza fisica… che c’è di meglio?

5. Scrittura

Uno dei miei modi preferiti per pregare è la lectio divina. Fondamentalmente, consiste nel leggere la Scrittura, meditarla e pregare con lei. Lasciatemelo dire, è decisamente potente! Anche se avete letto lo stesso passo già venti volte, Dio ha la capacità di farvi notare qualcosa a cui non avevate mai fatto caso in precedenza. Dopo tutto, state leggendo la sua Parola. Leggetela anche se non è domenica e permettetegli di parlarvi. E ricordate… potrebbe essere che non sia Lui a tacere, ma noi che non stiamo ascoltando.

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