Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 01 Novembre |
San Wolfgang di Rägensburg
home iconSpiritualità
line break icon

È lui il primo monaco della storia

SAINT PACOME

PHOTO JOSSE I Leemage

Illustration extraite de l'ouvrage "A la gloire des betes" texte de A Fabre , dessins de Jacques Marie Gaston Onfray de Breville dit JOB (1858-1931) , editeur Maison Alfred Mame et fils : Saint Pacome (abbe 292-348) et les crocodiles , Collection particuliere ©Photo Josse/Leemage

Isabelle Cousturie - pubblicato il 11/05/18

All'epoca in cui i Padri nella fede offrivano la loro vita al Signore nel silenzio e nella solitudine del deserto, l'egiziano Pacomio, durante il IV secolo, propose una nuova forma di vita cristiana, il monachesimo, che avrebbe influenzato tutta l'evoluzione della vita religiosa nel mondo.

Pacomio, l’egiziano, aveva vent’anni quando incontrò Cristo. Decise allora di lasciare l’esercito romano e di andare a vivere solo nel deserto, luogo di prova purificatrice e di incontro con Dio. Poi ha provato il bisogno di condividere il silenzio e la preghiera con dei fratelli, e con tre compagni fondò la sua prima comunità, su una delle rive del Nilo, nell’Alto Egitto. Qualche abitazione, un oratorio, un muro di cinta: il giovane monaco fonda il primo monastero cristiano. Alla sua morte, la sua rete conta nove stabilimenti nella regione. Siamo nel 348: Pacomio non lo sa, ma in trent’anni ha dato vita a un’organizzazione monastica ben regolata che non cesserà di ingrandirsi in Oriente e che sarebbe stata importata anche nell’Occidente cristiano, a cominciare dalle Gallie – ciò avrebbe fatto di lui il padre del monachesimo comunitario.




Leggi anche:
4 lezioni spirituali dal monachesimo orientale per la vita di tutti i giorni

Quando Pacomio, nato da modesta famiglia verso il 292 in un villaggio nei dintorni di Kénèh, in Alto Egitto, aveva lasciato l’esercito, era stato accolto da certi cristiani, a Tebe, la cui carità e la cui attenzione verso i sofferenti sconvolsero il suo cuore. Ricevette allora il battesimo. Nel 317, acceso dal desiderio di perfezionare la propria iniziazione religiosa e di darsi interamente alla preghiera, decise di mettersi alla scuola di Palamone, uno dei primi eremiti del deserto, che gli insegnò ad ascoltare il silenzio e a parlare con Dio. Poi il giovanotto raggiunse Antonio il Grande (251-356), molto popolare tra i contemporanei per i consigli e gli insegnamenti che dispensava a quanti volevano condurre una vita spirituale compiuta. La sua vita di eremita comincia e diventa egli stesso una guida per molti discepoli.

Una cittadella di virtù in pieno deserto

Un bel giorno Pacomio, che aveva letto a fondo le Scritture, provò il bisogno di vivere alla maniera della Chiesa primitiva, cioè in comunità, con altri fratelli, formando insieme «un solo spirito e un solo corpo». E fu lì in quel villaggio negletto di Tabennisi, sulle rive del Nicol, che una voce gli disse: «È qui che devi realizzare il tuo sogno». La casa madre del cenobitismo – dal greco κοινός βίος [koinòs bios], che significa “vita comune” – prende vita (336-337): un insieme di edifici, una cappella e degli ateliers, il tutto circondato da un muro di cinta, sul modello delle comunità rurali dell’epoca e degli accampamenti militari romani che, da giovane soldato, Pacomio aveva ben conosciuto. Il suo monastero divenne una cittadella di virtù in pieno deserto. A Tabennisi niente della vita comune è lasciato al caso: si abita sotto lo stesso tetto, si mangia insieme, si esercita il medesimo lavoro – tagliatore, conciatore, scriba, agricoltore… – e si osserva alla lettera un ordine del giorno comune, e tutti portano l’abito monastico, costituito da una tunica senza maniche, un cappuccio, un cappa sulle spalle e una cintura, si legge nel Libro delle Meraviglie che racconta l’epopea degli uomini e delle donne che così fecero la storia della Chiesa e dei cristiani da 2000 anni.




Leggi anche:
Il monachesimo alle radici della società di oggi

Per organizzare al meglio la vita monastica, Pacomio edita una Regola composta di 194 articoli – scritti in copto, la sola lingua che conoscesse – i quali sarebbero stati tradotti in greco, in siriaco, poi in latino da san Girolamo, sessant’anni dopo la sua morte, e così quelle parole avrebbero valicato la soglia dell’Occidente ispirando altri testi, fra cui la Regola benedettina. L’ascesi auspicata da Pacomio, fondata su digiuni e veglie, è molto rigorosa ma adattata alle forze di ciascuno. I monaci sono invitati a meditare la Parola di Dio continuamente e a dare prova di grande carità fraterna.

L’espansione

Molto presto, furono decine e poi centinaia gli uomini che si unirono a Pacomio nei nove monasteri da lui fondati in Palestina, a Cipro, in Siria e in Asia Minore tra il 340 e il 350. Alla sua morte si contano due o tremila “Tabennisiani”. Sua sorella Maria fonda il ramo femminile della casa madre sulla riva opposta del Nilo, sottoposta all’autorità del medesimo superiore e alle medesime regole. Tra il 340 e il 360 il modello fu importato in Italia e in Gallia. Attorno all’anno 400, il monaco Giovanni Cassiano, grande conoscitore dell’Oriente, creò un ponte tra il monachesimo orientale e quello occidentale e si videro apparire in Provenza i primi focolari di vita monastica ispirati a questa nuova forma di vita cristiana.




Leggi anche:
Monache di clausura incontrano le detenute

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
chiesa coptacopticristiani coptiegittomonachesimo
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Annalisa Teggi
"Dite ai miei figli che li amo": ecco chi è l...
Pope Audience
Gelsomino Del Guercio
Corruzione in Vaticano, il Papa: "Non ho paur...
O Planeta que temos
Le 7 marche di cioccolato che sfruttano il la...
COQUI
Esteban Pittaro
L'ultima Messa di un sacerdote prima di esser...
CEMETERY
Gelsomino Del Guercio
Indulgenze plenarie per i defunti: come otten...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Toscana Oggi
Si può fare la Comunione senza essersi prima ...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni