
Perché i monaci di clausura si “rinchiudono” nei conventi?
Sapete davvero cosa fanno le monache contemplative? Ecco il senso dei “polmoni verdi” della Chiesa

«Ho presentato a papa Francesco come Traditionis Custodes era stata percepita in Francia e perché aveva potuto suscitare l’incomprensione di tanti cattolici», ha confidato il padre abate di Solesmes, dom Geoffroy Kemlin, il 5 settembre dopo un incontro con il Papa. «Sono uscito rassicurato dall’incontro e rinforzato nel mio ruolo di abate nel discernimento delle situazioni. La fiducia del Santo Padre è apprezzabile». Lo abbiamo intervistato.

Quando l’eremita Benedetto da Norcia (480-547) accettò di tornare tra i monaci, restò scandalizzato dalla decadenza della vita monastica. Un’atmosfera tanto debosciata gli ispirò più tardi i temi della famosa Regola, per ricondurre i monaci all’umiltà, virtù da lui ritenuta la più importante. Per questo egli impiegò un metodo semplice ma efficace: l’equilibrio tra lavoro e preghiera.

Registrato pochi giorni fa da due giovani cristiani ortodossi in Lettonia, questo “Kyrie” ucraino risale al XV secolo. In ore di tristezza e di guerra, ascoltate questa preghiera che eleva l'anima.
La saggezza dei Padri del Deserto ha il potere di trasformare la nostra vita quotidiana

Luc, Christian, Christophe, Michel, Célestin, Bruno e Paul. Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 sono stati strappati alla loro comunità e alla popolazione algerina con cui condividevano la quotidianità. Dalla loro beatificazione, avvenuta a Oran l’8 dicembre 2018 insieme con quella di altri 12 martiri di Algeria, i sette monaci di Tibhirine sono ufficialmente riconosciuti come potenti intercessori presso Dio. Venite a incontrarli tramite le loro più belle note spirituali.

Figlio di un grande signore, Géraud d’Aurillac (855-909) voleva diventare monaco. Quando però il suo vescovo gli spiegò che il suo posto era nel mondo, Géraud accettò l’eredità paterna. Regnò allora sulla sua corte con la rettitudine di un re e l’umiltà di un cristiano.

Non avete voglia di far niente? Fatica e profonda tristezza mescolate insieme? Magari a toccarvi è l’“accidia”, un male spirituale che può affettare ogni cristiano. Ecco i consigli di tre grandi monaci che l’hanno vissuto… e superato!

L'ingresso negli Ordini, come ogni “entrata in religione”, consiste in un'iniziazione resa visibile da alcuni simboli. L'emblematica tonsura dei monaci, benché desueta, si annovera tra questi segni significativi della vocazione.

“Luc mon frère” è un tête-à-tête postumo e sconvolgente tra Michael Lonsdale e Frère Luc, martire di Tibhirine.

Dotato di grande sapienza e di penna assai aguzza, papa Gregorio I (590-604) ha permesso all’Italia del VI secolo, squassata dai conflitti e devastata dalla peste, di riprendere fiato. Eppure fu contro la sua volontà che quest’umile monaco si è ritrovato alla testa della Chiesa. Prima di sedersi finalmente sulla Cattedra Romana… tentò perfino di fuggire!

«Pregherò Dio di essere indulgente con la mia miseria», ha detto il Papa Emerito nelle “Ultime conversazioni” con Peter Seewald: c'è una pagina che quanti s'interrogano su cosa voglia dire che Benedetto XVI si starebbe “preparando alla morte” potrebbero rileggere con frutto.

In questo 20 agosto, memoria di san Bernardo di Chiaravalle, Aleteia vi propone di scoprire la Grande Bibbia che egli ha fatto realizzare nell'abbazia di Chiaravalle, retta dal santo fino alla di lui morte (sopraggiunta nel 1153). Digitalizzata dal 2015, questa Bibbia è straordinaria a più di un titolo, perché rappresenta l'esempio più chiaro di uno stile “monocromo” e decorativo unico nel suo genere.

Benché ritirati dal mondo, i progenitori della vita monastica cristiana hanno trasmesso i loro insegnamenti attraverso numerosi discepoli che andavano a rendere loro visita: ne sono risultate delle memorabili raccolte di aneddoti e di apoftegmi. La loro strategia comunicativa? Impiegare un linguaggio assai evocativo sul piano dell’immaginazione: cosa che rende il loro messaggio accessibile e tuttora attualissimo.

Benché ritirati dal mondo, i progenitori della vita monastica cristiana hanno trasmesso i loro insegnamenti attraverso numerosi discepoli che andavano a rendere loro visita: ne sono risultate delle memorabili raccolte di aneddoti e di apoftegmi. La loro strategia comunicativa? Impiegare un linguaggio assai evocativo sul piano dell’immaginazione: cosa che rende il loro messaggio accessibile e tuttora attualissimo.

Divenne celebre per pratiche ascetiche così rigide che avrebbero impressionato il Divin Marchese, e mentre se ne stava appollaiato a 15 metri d'altezza nei pressi di Aleppo la sua fama giungeva fino all'Atlantico. Simeone Stilita fu un vero influencer ante litteram, che può ispirarci in questo momento di isolamento coatto.

Alla fine degli anni 1970, le suore cistercensi dell’abbazia di Boulaur (Gers) si contavano sulle dita di una mano. Sono vicine di casa della famiglia di Claire de Castelbajac, e vi intrattengono da sempre vincoli di amicizia. Gli incontri e le preghiere sarebbero sbocciati in un’incredibile primavera.

Anche se di per sé si rivolge alla famiglia monastica benedettina, la Regola di san Benedetto è un vero e proprio manuale della vita felice. Quindici secoli più tardi, non accusa una ruga e resta di bruciante attualità. Scoprite questi dieci consigli per applicare la Regola di san Benedetto nel quotidiano.