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L’agonia di Sergio, il bambino napoletano che fu sottoposto agli esperimenti dei nazisti

SERGIO DE SIMONE

Public Domain

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 04/05/18

L’inganno

Mengele, entrando nella baracca dove erano stati riuniti i bambini, per selezionarli disse: «Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti».  Sergio subito si fece avanti insieme ad altri bimbi. Una volta selezionati, furono successivamente trasferiti nel campo di concentramento di Neuengamme, presso Amburgo, dove sarebbero stati usati come cavie.




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Infettati ed Impiccati

Arrivati a Neuengamme, attraverso una prima incisione sotto l’ascella, i venti bambini vennero infettati con bacilli vivi della tubercolosi, capaci di scatenare la malattia in forma molto violenta. Tutti ne furono colpiti. Alcuni vennero sottoposti ad altri interventi, tra cui quello per asportare le ghiandole linfatiche.

Questi tormenti proseguirono fino al 20 aprile 1945 quando, con gli inglesi alle porte, i nazisti si preoccuparono di cancellare ogni traccia. Fu allora che i venti bambini vennero trasportati nella scuola di Bullenhuser Damm. E, nella cantina di quell’edificio, furono impiccati senza pietà (Fan Page, 3 maggio)




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Le rose bianche

Dall’inferno dei lager, tutto il nucleo familiare, tranne Sergio, riuscì a tornare a casa.

Il piccolo Sergio fu ricordato con un giardino di rose bianche nella scuola di Bullenhuser Damm, costruita dopo le orribili atrocità, che porta il nome dell’illustre medico e pedagogo polacco Janusz Korczak, morto insieme ai “suoi” bambini nell’orfanotrofio che dirigeva nel ghetto di Varsavia.

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bambinieugeneticanazismo
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