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Pio XII ha veramente abbandonato gli ebrei?

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Una pièce teatrale, articoli di giornale, volumi lo ritraggono come un antisemita...

Pio XII ha fatto tutto ciò che ha potuto per il bene degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Tuttavia, in seguito alle prese di posizione della Chiesa di Olanda contro il nazismo, comprese che le sue dichiarazioni pubbliche avrebbero provocato delle severe rappresaglie contro le comunità ebraiche.

1. Pio XII si rese presto conto che le proteste contro il nazismo avrebbero causato pesanti ripercussioni sulle popolazioni, rivelandosi così controproducenti per gli ebrei.

– In Olanda, per esempio, quando il vescovo di Utrecht protestò contro il nazismo, la repressione fu immediata e terribile. Dopo la lettera in cui i vescovi dei Paesi Bassi condannarono “il trattamento ingiusto e senza grazia riservato agli ebrei”, che venne letta nelle chiese nel luglio 1942, i nazisti deportarono moltitudini di ebrei e cristiani tra cui anche Edith Stein. A causa di queste proteste l’Olanda detiene il triste record del più crudele sterminio della comunità ebraica (l’85%).

– In Polonia, l’arcivescovo Adam Stefan Sapieha di Cracovia e altri due vescovi polacchi chiesero al papa di non pubblicare delle lettere sulla situazione in Polonia, vista la ferocia della rappresaglia.

– Tutti i vescovi tedeschi sconsigliarono al papa di pronunciare condanne pubbliche. Hitler sorvegliava, infatti, la Chiesa da vicino. Il papa affidò ai suoi nunzi il compito di girare l’Europa e raccogliere notizie sulle persecuzioni:  «Ditegli che il papa soffre con loro, soffre con i perseguitati (…) Se per il momento non alza oltre la voce, è solo per non causare dei mali peggiori»   (cf. Atti e documenti della Santa Sede relativi al periodo della II Guerra Mondiale:  20 volumi raccolti nel corso di 15 anni da 3 gesuiti).

– Robert Kempner, un magistrato ebreo di origine tedesca, procuratore aggiunto al processo di Norimberga ha scritto a questo proposito nel 1964:  “Qualsiasi presa di posizione di carattere propagandistico da parte della Chiesa contro il governo di Hitler sarebbe stata non solo un suicidio premeditato, ma avrebbe accelerato l’assassinio di un numero ben più grande di ebrei e di sacerdoti”.

–  Il grande rabbino della Danimarca sopravvissuto all’Olocausto spiega che ” se il papa fosse stato più esplicito, Hitler avrebbe massacrato probabilmente molto più di sei milioni di ebrei e forse dieci milioni di cattolici”.

– E infatti un’alta percentuale del clero europeo è stata uccisa nei campi di concentramento.

2. Il papa ha messo allora in atto una politica di azioni segrete, contribuendo a salvare in Italia e nel mondo intero centinaia di migliaia di ebrei. Questa politica concreta di azioni segrete si iscriveva nella continuità della azione da lui portata avanti prima da sacerdote, poi come nunzio apostolico, ed infine come pontefice.

–  Uno dei grandi amici di gioventù del giovane Pacelli fu Guido Mendez, un ebreo. Insieme hanno celebrato lo Shabbat e Mendez ha insegnato l’ebraico al futuro papa. Pio XII l’ha in seguito aiutato a fuggire in Palestina all’inizio della guerra.

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