Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Alder Hey blindato: come e perché stanno isolando la famiglia di Alfie Evans

PROTEST W SPRAWIE ALFIEGO EVANSA
Kamil Szumotalski/ALETEIA
Condividi

Dopo l’imponente operazione di polizia di ieri pomeriggio, immediatamente successiva alla sentenza che ha respinto l’ultimo appello degli Evans, il padre Thomas non ha rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa (che pure era accorsa copiosa). Frattanto procede un piano di isolamento poliziesco del nucleo famigliare, che ha compreso anche l’allontanamento del padre spirituale da loro scelto.

dal nostro inviato a Liverpool

Una sentenza che ci ha fatto rimpiangere quella del giorno prima.

Sì, perché quella aveva dell’ordalia, questa della tortura a morte: l’altro ieri avevano detto che Alfie sarebbe tornato a casa sua «se fosse sopravvissuto ancora 3-5 giorni senza ventilatore (e senza alimentazione)». Il che suonava irrisorio, a metà tra le antiche ordalie e il gatto che gioca col topo. Ieri i gatti erano tre, tutti amici del gattone che il giorno prima ha insultato e deriso Tom e Kate, due bellissimi giovani genitori, rei di aver generato un figlio malato e di ostinarsi a non volerlo sopprimere. Erano tre e all’indigeribile dose della sentenza di ieri hanno aggiunto l’irritazione del puntiglio: il meno ignoto dei tre giudici, al pubblico italiano, era Mrs. Justice King, la signora che qualche mese fa fu decisiva nel segnare il destino di morte di Charlie Gard. Il procedimento è stato segnato da due forti impressioni: quella di una casta blindata che si protegge e quella di una giurisprudenza che si intende scrivere, ad ogni costo e possibilmente forzando le tappe. Su queste due impressioni si avvertiva poi il velo dell’irritazione dei “gatti”, ormai meno divertiti che stanchi dell’ostinazione dell’indomito topolino (e dei suoi fantastici genitori).

La domanda che tutti mi fanno da stanotte è, naturalmente, “come sta Alfie?”. La risposta è semplice: non so, non si sa. Tutti abbiamo visto la bellissima e struggente fotografia scattata stanotte dalla madre Kate, ma oltre a quel sorriso confortante e rassicurante (sembra un accenno di risus paschalis, e gli occhi si bagnano…) tutto resta arcano. Lo alimentano? Lo idratano? Penso di sì, ma spero di poter essere più assertivo nel corso della mattinata. So che ieri sera i genitori sono riusciti a riposare qualche ora, dopo la giornata surreale (ricordo che Kate è – già visibilmente – incinta, a disdoro delle Corti).

Una notizia grave, che speravo di non dover dare e che invece ora non posso tacere, riguarda padre Gabriele, che ieri sera è stato definitivamente allontanato dall’Alder Hey Children Hospital. Il braccio di ferro tra il sacerdote e l’ospedale era in corso da molto tempo, e ancora ieri mattina (mentre allontanavano me dal piano di Alfie e cominciavano a perquisire i famigliari che entravano nella stanza) hanno provato a espellerlo dalla struttura: in tarda mattinata al Legionario di Cristo è stata procurata un’importante copertura diplomatica, e sembrava che il diritto dei genitori di Alfie all’assistenza spirituale fosse stato tutelato. Nel pomeriggio qualcosa è cambiato, e in serata padre Gabriele è stato richiamato a Londra dal suo parroco – naturalmente, benché con vivo dolore, il sacerdote ha obbedito.

Non gli è stato permesso neppure di salutare Tom, Kate e Alfie, i quali erano chiusi nella stanza: da ieri sera difatti neanche agli altri membri della famiglia (neppure se perquisiti) è stato consentito l’accesso alla stanza.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.