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Vuoi una Quaresima migliore? Vai all’inferno!

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RondellMelling | CCO

padre Robert McTeigue, SJ - pubblicato il 08/03/18

Abbiamo il coraggio di considerare la cruda realtà del rimorso assoluto e infinito? So dalle mie tante visite a ospedali, prigioni e camere mortuarie che la gente fa scelte sfortunate, e conosco per il fatto di aiutare i peccatori (e di essere io stesso peccatore) la tremenda consapevolezza di guardarsi intorno e dentro per poi gridare “O mio Dio, cosa ho fatto?!?” Poi arriva il riconoscimento del fatto che ora si deve convivere con le conseguenze delle proprie scelte. Lo sanno pastori di esperienza e onesti peccatori. I sacerdoti aiutano le persone a uscire dal marasma in cui hanno trasformato la propria vita, coadiuvandole perché siano peccatori pentiti più tristi ma più saggi. Sant’Agostino ha detto: “Sul luogo in cui sei caduto devi trovare la forza di rialzarti”. Ma cosa succede quando il tempo è scaduto e non c’è più possibilità di pentirsi, visto che si è morti come peccatori incalliti?

Nel nostro giudizio particolare vedremo immediatamente e con perfetta chiarezza la gloria per la quale siamo stati creati, la realizzazione perfetta e infinita, l’assoluta e incomparabile gioia che Dio ci ha offerto. E vedremo con chiarezza immediata, perfetta e infinita che abbiamo rifiutato il bene più grande e abbiamo scelto ciò che è inferiore a Dio e indegno di noi. Nel nostro giudizio particolare, sia che abbiamo usato la nostra libertà di scegliere che se abbiamo rifiutato il nostro creatore, Dio ratifica la nostra scelta.




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Osiamo immaginare quei primi “momenti” della realizzazione eterna del nostro rifiuto dell’amore di Dio? La disperazione? Il disgusto di noi stessi? La rabbia? Il cercare di dare la colpa a chiunque tranne che a noi? C.S. Lewis ha affermato che chiunque incontriamo diventerà “…orrore immortale o splendore infinito”. Sono le nostre uniche opzioni.

Come umani, siamo condannati a morire. È per questo che riceviamo le ceneri il Mercoledì delle Ceneri: “Ricordati che sei polvere e polvere tornerai”. Siamo fatti per la morte. Gli svedesi parlano di Döstädning – “Pulizia mortale”. È la pulizia e il riordino della nostra vita di modo che non sia uno scandalo per la confusione che ci siamo lasciati dietro.

Che bella immagine per spronare a una pratica più profonda e sobria della Quaresima! Ripuliamo la nostra vita e alleggeriamo la nostra anima di tutto ciò che è indegno di noi, e prendiamo a cuore il fatto che siamo creature destinate alla vita al di là della morte. Ancora una volta con le parole di C.S. Lewis, “Il cristianesimo afferma che ogni essere umano individuale vivrà per sempre, e dev’essere vero o falso. Ci sono parecchie cose di cui non varrebbe la pena di preoccuparmi se dovessi vivere solo settant’anni, ma che farei invece bene a prendere molto seriamente se dovessi vivere per sempre”.

Tra queste cose per cui vale la pena di preoccuparsi per gli esseri immortali come noi c’è il fatto che il modo in cui viviamo nel tempo determinerà quello in cui vivremo nell’eternità. La Quaresima è un periodo in cui riflettere sulla perdita del Paradiso e le pene dell’Inferno, per poi emendare la nostra vita di conseguenza.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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