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Come fare l’elemosina quando non si ha molto denaro

FRIENDS DRINKING TEA

British Red Cross | CC BY 2.0

Patty Knap - pubblicato il 02/03/18

L'elemosina è uno dei tre pilastri della Quaresima, ma non c'è bisogno di essere ricchi per farla

Non era la prima volta che i bambini della mia classe di catechismo tiravano fuori la questione. Dovevamo parlare della Quaresima; è un argomento ampio, e il libro che usa la nostra parrocchia è opportunamente suddiviso in storia, obiettivo e sacrifici della Quaresima.

Mio figlio, che frequenta la quarta elementare, è sempre curioso e disponibile a parlare e a porre domande, il che è uno degli aspetti per cui mi piace di più questo ministero.

Abbiamo spiegato la preghiera, il digiuno e l’elemosina come pratiche familiari per la Quaresima. Ovviamente la parola “elemosina” richiama immediatamente l’idea del denaro. Dare, donare e condividere sono tutti concetti familiari a bambini di 9 e 10 anni, ma pensavano – come molte persone – che l’elemosina si riferisse solo al denaro.

“Cosa dovresti fare se la tua famiglia non ha tanti soldi?”, ha chiesto un bambino. “A volte mio padre prima di andare chiesa dice: ‘Oh, non ho soldi da mettere nel cestino!’”. Una bambina ha aggiunto: “Sì, i miei genitori dicono di dovere denaro a tante persone e quindi non possono offrire niente per la raccolta che lei ha organizzato”.

Ero così contenta che fosse saltata fuori la questione! È vero che potremmo aver bisogno di pensare un po’ fuori dagli schemi (e di fare un po’ di sacrifici) per risparmiare qualche dollaro al mese, ma Dio sicuramente non limita il nostro donare e condividere al semplice sostegno finanziario.

Tra le tante persone che fanno l’elemosina in vari modi c’è la mamma di una dei miei studenti. Canta nel coro della chiesa. Quando l’ho menzionata, ho spiegato che “sta donando il suo tempo e la sua voce alla nostra parrocchia”.

La figlia ha ammesso che non aveva mai pensato alla partecipazione al coro della mamma come a un dono che sta facendo.

Due bambini della mia classe sono servitori dell’altare. Ho sottolineato che quello è il loro modo di fare l’elemosina, donando il loro tempo e il loro servizio. Ho parlato di un piccolo gruppo di donne che conosco che va in una casa di cura della zona una mattina al mese, offrendo tempo e compassione, recitando il Rosario, portando un cagnolino per far giocare i residenti e ascoltando le loro storie. I bambini sono rimasti affascinati da questo gesto gentile da parte di perfetti estranei.

Ho menzionato le donne che cuciono copertine per bambini per un centro di sostegno alle gravidanze, e un uomo e suo figlio adolescente che hanno fatto lavori manuali per il centro di maternità locale. Ho parlato della donna che parla spagnolo che so che aiuta gli immigrati appena arrivati a imparare l’inglese, o dei giovani che fanno i volontari nel programma sportivo per le disabilità che frequenta mio figlio. Donano il loro venerdì sera per giocare a basket e ad altro con adolescenti autistici, con la sindrome di Down o altri problemi.

Abbiamo parlato della famiglia che ha iniziato una raccolta di attrezzature sportive per una parrocchia molto povera della città, impiegando il proprio tempo per smistare e consegnare tutte le cose. Una bambina ha alzato la mano e ha detto che sua madre ha l’abitudine di comprare “due cose di tutto, e ne diamo una a un programma di sostegno”.

Un altro studente ha detto che lo zio è idraulico, e di recente “ha risolto un problema idraulico al vicino gratis perché il padre di quella famiglia è appena morto e la mamma è veramente giù”.

Dio è felice quando doniamo il nostro tempo, il nostro talento o il nostro tesoro, ho detto, e non tutti hanno molti tesori. Le idee su come poter condividere il nostro tempo o il nostro talento per aiutare gli altri sono infinite.

“E lei sta dando il suo tempo e il suo talento per insegarci qualcosa su Dio!”, ha detto un’altra bambina. Sì, ed è una grande gioia.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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