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Scopri le “quattro fasi” degli Esercizi Spirituali

Teenagers praying
Philippe Lissac / Godong
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Coincidono con altrettante settimane. Si parte con un esame di se stessi, si termina con la risurrezione di Cristo

Vuoi avvicinarti agli Esercizi Spirituali? Prima di seguire il loro percorso ti consigliamo di leggere quanto durano e che cosa, praticamente, si fa durante gli Esercizi.

Mark Rotsaert spiega le “quattro fasi”, che coincidono con quattro settimane, in “Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio” (edizioni San Paolo).

Per essere capaci di sentire la chiamata di Cristo, premette l’autore, è necessaria una preparazione. Per questo gli Esercizi si aprono con una meditazione su un testo intitolato “Principio e Fondamento” (ES 23). Il suo scopo è aiutare chi fa gli Esercizi ad assumere un atteggiamento di totale disponibilità a Dio, già presentato ripetutamente come «Creatore e Signore».

Prima settimana

Chi fa gli Esercizi prende consapevolezza di quello che gli impedisce di ascoltare, del tutto o in parte, la parola di Dio. Si accorge che il suo sguardo su di sé e sul mondo differisce da quello proposto dal vangelo. È quindi stato indotto a compiere atti poco conformi a quelli ispirati da Dio e di conseguenza la sua libertà interiore ne è stata condizionata.

Luce su se stessi

Nel corso di questa prima tappa, l’esercitante è dunque invitato a far luce su di sé. Attraverso la preghiera metodica scopre a poco a poco i punti della sua vita in cui ha bisogno di conversione, di perdono e di misericordia. Fa ricorso alla memoria, all’intelligenza e alla volontà.

Le regole per il discernimento spirituale destinate alla prima settimana (ES 313-327) aiutano l’affettività dell’esercitante a conformarsi alla sensibilità dei vangeli.

Leggi anche: 4 modi in cui Sant’Ignazio può aiutarvi a crescere nell’intelligenza emotiva

Dalla preghiera alla penitenza

Alle soglie della seconda settimana, il libretto degli Esercizi (ES 73) propone un insieme di note complementari, consigli precisi su alcuni atteggiamenti da assumere: preparazione alla preghiera, rilettura, condizionamento esterno e penitenza, sia interiore che esteriore. Il criterio d’uso di questi consigli è semplice: «Per meglio trovare quello che si desidera» (ES 73).

Le proposte del libretto

È la dinamica stessa degli Esercizi. Come è stato già detto, non esistono consigli validi per tutti: quello che è d’aiuto per uno può essere un ostacolo per un altro. Per esempio, è poco probabile che tutti siano aiutati allo stesso modo da uno stesso tipo di penitenza…

Spetta all’accompagnatore dar prova di capacità di valutazione. Ma è altrettanto importante che l’esercitante orienti correttamente la sua ricerca. All’inizio di ogni esercizio il libretto propone all’esercitante di domandare ciò che desidera: per esempio, la costernazione per i peccati commessi, la partecipazione al dolore di Cristo all’inizio della passione.

Leggi anche: Chi ha inventato gli Esercizi Spirituali? E perché sono stati scritti?

Seconda settimana

L’esperienza del perdono di Dio vissuta alla fine della prima settimana suscita nell’esercitante il desiderio di impegnarsi nella sequela di Cristo. E la seconda settimana (ES 91ss), che ha lo scopo di rendere effettivo questo impegno, si apre con una meditazione su “il Regno” che, mettendo in scena «la chiamata del re temporale [che] aiuta a contemplare la vita del Re eterno», indica la chiamata di Cristo a stare dalla sua parte.

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