Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 16 Aprile |
Santa Bernadette Soubirous
home iconStorie
line break icon

Un missionario con la sindrome di Down è proprio quello di cui hanno bisogno questi ragazzi kenyoti

Famiglia Barker

Sylvain Dorient - pubblicato il 26/01/18

Casey Barker aiuta i ragazzi sordi del Kenya a parlare

Casey Barker è un missionario laico che lavora in una scuola per sordi del Kenya. Ha qualche tratto particolare? Sì, ha la sindrome di Down e un’attitudine eccellente per qualsiasi sfida.

A Kitui (Kenya), la St. Michael School for the Deaf accoglie sordi e ipoudenti. Nel 2016 la scuola ha accolto la famiglia Barker – i genitori e il loro figlio 27enne, Casey. Il loro arrivo è stato considerato una benedizione: c’era bisogno di un amministratore per l’ospedale diocesano e di un logopedista specializzato nella lingua dei segni. I genitori avevano il profilo necessario, e Casey era un “bonus” inaspettato – anche se ha la sindrome di Down, insegna il linguaggio dei segni a scuola.

Salto nell’ignoto

Quando la famiglia Barker è partita per la missione, Casey ha pensato di non avere il coraggio necessario per lasciare la sua vita in America. Ovviamente la decisione di diventare “missionari laici” è stata presa in famiglia, ma prima di partire per il Kenya Casey ha capito che stava facendo un salto nell’ignoto. L’arrivo è stato davvero uno shock, perché la città di Kitui, dove la famiglia si è trasferita, è situata in una regione povera e arida. Non ha piovuto per mesi, anche se era la fine della stagione delle piogge.

Casey ha sentito la mancanza della sua Georgia natale, ma i kenyoti hanno accolto a braccia aperte la sua famiglia. Lì tutto è diverso, anche il cibo. Il padre di Casey, Rik, lavora come amministratore assistente all’ospedale di campagna di Mythale, aiutando il team medico a migliorare la gestione e le finanze. La madre di Casey, Diane, insegna il linguaggio dei segni ai bambini della St. Michael School. Casey si è presto affezionato agli studenti ed è rimasto molto sorpreso dalla loro accoglienza.

“Ho davvero l’impressione che non abbiano neanche capito che ho anch’io un handicap”, ha detto ridendo. “Quando manco un giorno i bambini chiedono dove sia perché vogliono vedermi!”


EROS RECIO

Leggi anche:
L’incontro con il Corpo di Cristo che ha stravolto la vita di un giovane Down

Casey, il fratello maggiore

I bambini della scuola con handicap più gravi sono sia sordi che ciechi. “Sono splendidi”, dice Casey, che cerca di trovare dei giochi che possano fare. Per molti di loro, la St. Michael School rappresenta un mondo ignoto, in cui si trovano lontani dalle proprie famiglie per la prima volta. Alcuni di loro a casa vivevano come reclusi.

“I bambini handicappati possono essere rifiutati o nascosti”, ha affermato Laure Droulers, che si occupa dell’assistenza dei volontari in Africa, perché in Kenya la loro malattia è percepita come una maledizione. Non sono abituati a vivere nella società o a stare con dozzine di bambini della loro età, e quindi appaiono molto timidi.

È la situazione opposta a quella di Casey, che colpisce gli altri per la sua socievolezza ed è considerato una persona a proprio agio e incredibilmente utile, sempre attento a che non manchi niente a nessuno.

Ora che Casey si è del tutto adattato alla sua nuova vita in Kenya, la St. Michael School non si limita a far fronte alle necessità dei bambini, ma con l’aiuto di Casey li aiuta a progredire e a lavorare per raggiungere l’indipendenza.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
kenyalaicimissionarisindrome di down
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Don Davide conduce la nuova edizione de "I Viaggi del cuore"
Gelsomino Del Guercio
Don Davide Banzato: la fuga dal seminario, l’amore per un&#...
2
AUGUSTINE;
Aleteia Brasil
8 grandi santi che soffrivano di depressione ma non si sono mai a...
3
WIND COUPLE
Catholic Link
7 qualità per scegliere il partner secondo la Bibbia
4
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di Dio con questa preghi...
5
FEMALE DOCTOR,
La Croce - Quotidiano
Atea e obiettrice di coscienza da 10 anni: “non ce la facev...
6
Lucandrea Massaro
“Cosa succede se un prete si innamora?”
7
MIGRANT
Jesús V. Picón
Il bambino perduto nel deserto ci invita a riflettere
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni