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Ecco i particolari dei primi tre anni di apparizioni della Madonna a Medjugorje

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Dalla prima apparizione al bavaglio della polizia. La veggente Vicka racconta dettagliatamente quello che accadde dal 1981 al 1983

“Io sono la Beata Vergine Maria”

Mirjana poi le chiese chi è e come si chiama. «Ha detto chiaramente e ad alta voce: “Io sono la Beata Vergine Maria”, riferisce Vicka.

Terminata l’apparizione le ragazzine rientrarono a casa. Mariija che è la più rapida si avviò correndo e per strada, riferì che le accadde una nuova apparizione.

«Le è apparsa, a lei sola, la Madonna con una grande croce – riferisce Vicka – Essa dice che la Madonna era molto addolorata e le parlava tra le lacrime. Marija si è impaurita molto; non si reggeva più in piedi…». «Siamo arrivati noi. L’abbiamo vista e l’abbiamo aiutata, finché non si è un po’ ripresa. E così pian piano siamo arrivati a casa».

La prima visita medica

Il 27 giugno i veggenti vennero prelevati dalla polizia e portati a Citluk, a cinque chilometri dal loro villaggio. «Dall’ufficio di polizia ci hanno portato dai medici, per una certa visita. Come se noi fossimo dei malati o dei drogati o che so io. Chissà che cosa hanno inventato».

Vicka racconta così il suo ingresso nella stanza del medico.

«M’ha detto che non toccava a me, ma ha aggiunto che mi sedessi. Io gli ho risposto: “Grazie a Dio, io sono sana e giovane. Posso stare in piedi”». «Gli ho detto: «Quando avrò bisogno di una visita verrò da sola. Piuttosto, la volete finire?”. Lui si è un po’ confuso e poi mi ha detto: “Su, stendi le braccia”. Io ho steso le braccia e gli ho detto: “Ecco: due mani e su di esse dieci dita. Se non ci credi, contale”. Subito dopo sono uscita».

La corsa in taxi

Terminate le visite, i ragazzini chiamarono un taxi, e avvicinatesi le sei di pomeriggio, provarono ad arrivare puntuali per l’ora consueta delle apparizioni. Quel giorno a Podbrdo c’era moltissima gente. La voce girava e fedeli e curiosi affollavano la collina. La Madonna apparve come sempre ai ragazzini che riuscirono a raggiungere in tempo il luogo delle apparizioni. La Madonna era come sempre bellissima e trasparente. Alcuni presenti le calpestavano il lungo velo, ma questo potevano vederlo solo i veggenti.

Jakov e Mirjana chiesero alla Madonna di lasciare un segno, «perché si cessi di sparlare di noi: che siamo bugiardi, drogati, ecc.». E lei rispose: “Angeli miei, c’è sempre stata l’ingiustizia. Voi non dovete aver paura”.

Non solo sulla collina

I giorni successivi furono pieni di difficoltà per i veggenti. Che furono tormentati dagli interrogatori del sacerdote locale, Padre Jozo, da nuovi colloqui medici, senza tuttavia che quest’ultimi trovassero anomalie psichiche e nei ragazzi, e dalla polizia. Per diversi giorni si cercò di evitare che alle sei di sera si recassero sulla collina.

Fu allora che ai veggenti iniziarono apparizioni della Madonna in diversi posti del paese: sulla strada, nelle case, nella canonica. «Alcune volte – ricorda Vicka – è capitato a me e a Jakov di trovarla nella stanza, senza che prima avessimo pregato. Una volta ci è venuta incontro per strada, mentre andavamo nella casa del piccolo Jakov, e ci ha detto: “Affrettatevi che vi sto aspettando”. Quando siamo arrivati a casa, lei era già dentro. Ci è apparsa in tanti modi diversi».

La prima volta in chiesa

Dal 15 gennaio 1982 le apparizioni si manifestarono anche in chiesa. La prima volta avvenne per sfuggire alla solita persecuzione della polizia. I veggenti si rifugiarono in chiesa.

«Pensavamo: mio Dio, dove andare? Per fortuna nella chiesa c’era un frate; stava pregando. Dopo ci ha raccontato che in chiesa sentiva una voce che gli diceva: Vai a salvare i ragazzi! Ha aperto la porta ed è uscito fuori. Noi lo abbiamo subito circondato come dei pulcini e gli abbiamo chiesto di nasconderci in chiesa. [Era padre Jozo, il parroco, fino allora contrario. Da quella volta divenne favorevole]».

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