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Deficit da attaccamento materno? Potresti non riuscire a “sentire” gli altri!

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Silvana De Mari - pubblicato il 06/12/17

Incapacità di capire i sentimenti delle persone, di provare empatia, di immedesimarsi... e non spiegarsi perché a un certo punto gli altri se ne vadano.

Il compimento dei 10 anni, l’arrivo alla fase puberale, il passaggio alle medie inferiori segnano il vero ingresso della persona nella società, nel gruppo.
Il compimento del 14esimo anno, il passaggio all’adolescenza, segna l’uscita dalla scuola dell’obbligo.
All’ingresso alle medie il processo della maturità sessuale si sta compiendo.
Da un punto di vista biologico il quattordicenne può essere considerato un giovanissimo adulto.

Tutti noi, esseri umani, ci relazioniamo agli altri seguendo linee direttive che sono innate, genetiche. L’etologia e la neurobiologia hanno sostituito al vecchio termine di istinto, quello di sistema relazionale.
Il primo istinto,il primo sistema motivazionale del bambino che viene al mondo è l’attaccamento. L’attaccamento è la forza che spinge il neonato verso papà e mamma. Attaccamento equivale a richiesta di cura. Il neonato umano viene già al mondo sapendo che deve esserci qualcuno che non solo lo tiene caldo e gli dà il latte, ma lo coccola, gli parla e gli vuole bene e se questo non succede il sistema limbico deraglia. La necessità del bambino a essere amato è una scoperta recentissima. Risale all’osservazione di Bowlby psicanalista e studioso di etologia, sull’assoluta disperazione dei bambini in orfanotrofio nel secondo dopoguerra.




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Fino a questa data la scienza ufficiale non annoverava tra i suoi valori il concetto che un bambino non amato diventa un adulto deficitario. Fino a questa data, la scienza ufficiale non aveva ancora capito che per un bambino anche piccolissimo la mancanza di affetto è una sofferenza terribile, è la sofferenza per antonomasia.
I sistemi successivi di sviluppo sono
1. l’affiliazione al gruppo
2. la competizione
3. la cooperazione
4. la sessualità, e, ovviamente,
5. l’accudimento quando sarà il proprio turno di essere genitori.

Affinché ogni successivo sistema di sviluppo si possa evolvere adeguatamente il sistema o i sistemi precedenti devono essere stati sperimentati in modo soddisfacente. I neurotrrasmettitori in gioco nel sistema dell’attaccamento sono le endorfine.

Se il sistema dell’attaccamento non ha funzionato bene il danno sarà a carico di quella che con una parola difficile si chiama metaconoscenza, con una più facile coscienza, con una più moderna, intelligenza emotiva. Dove l’attaccamento è stato deficitario non si forma la capacità di sentire gli altri come essere simili a noi,non si forma la capacità di capire i sentimenti degli altri e risentirli dentro di noi. L’altro resta una cosa. Un bimbo di dodici mesi che vedendo un altro bambino piangere scoppia a pingere anche lui ha un alto quoziente di intelligenza emotiva. Lo stesso un bambino di diciotto mesi che vedendo un altro bambino piangere cerca di consolarlo dandogli un giocattolo o cercando di portarlo dalla propria mamma.
I serial killer, i torturatori e gli imbecilli che buttano sassi dal cavalcavia non hanno la capacità di sentire il dolore degli altri e soffrirne.




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Non solo sono un pericolo costante per il resto della società, ma vivono malissimo. Non sono in grado di capire i propri amici, i coniugi, i datori di lavoro e i propri figli, e passano la vita a non capire perché a un certo punto gli altri se ne vadano.

Quando questo succede la loro incapacità di sentire gli altri come altro e non come cosa, li spingerà a imbracciare il fucile e sparare per sfogare la rabbia dell’abbandono, esattamente come un bambino prende a calci il giocattolo che non funziona.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Tags:
empatiapersonalitàpsicologia
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