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«Le mie colazioni con Papa Francesco tra latte, biscotti e Michelangelo»

CARDINAL BERGOGLIO,TEA
AP Photo | DyN
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Le "confessioni" dell'orafo e amico di fiducia Adrian Pallarols. «Di buon mattino parlavamo spesso di storia dell'arte. A lui piace molto la Cupola di San Pietro»

Papa Francesco lo chiama «Figlio, fratello, amico!», a suggello di un legame profondo che da anni lo lega a lui.

L’orafo argentino Adrian Pallarols è uno dei migliori amici di Bergoglio. E del Papa conosce molte storie ed aneddoti davvero poco noti.

Il primo incontro in cattedrale

Intervistato da Deborah Castellano Lubov in “L’altro Francesco” (edizioni Cantagalli), Pallarols racconta come si sono conosciuti:

Il primo incontro è stato nel 2002 o 2003, durante un restauro nella cattedrale di Buenos Aires. L’ufficio dell’arcivescovo si trovava a pochi passi dalla cattedrale. Ogni tanto andavo lì per verificare come procedessero i lavori e un giorno incontrai l’arcivescovo Jorge Bergoglio che mi strinse la mano dicendomi che una persona mi avrebbe spiegato cosa c’era da fare; poi un giorno mi chiamò per realizzare una medaglia di Maria che scioglie i nodi, per la quale nutre una grandissima devozione.

Insieme a colazione

Gli incontri non sempre erano programmati. A volte Adrian si presentava dall’arcivescovo senza preavviso, senza avere un’udienza.

Dicevo solo: «Padre, sei occupato, hai qualche impegno, qualche incontro?». Lui rispondeva: «No, sono libero!». Allora chiedevo: «Oh, che bello! Posso stare con te, posso avere un po’ di caffelatte e biscotti?». «Certo», rispondeva lui, e preparandone per me e per lui, ne prendeva un po’.

Storia dell’arte

Questa consuetudine iniziò grazie a due suore molto anziane che stavano con lui e che cucinavano biscotti quando non pregavano. «Per padre Jorge – ricorda l’amico orafo – era normale offrire biscotti, normale com’è per un nonno offrirli ai nipoti per renderli felici. Di solito, durante questa prima colazione improvvisata parlavamo di tutto, dalla storia all’arte, di aneddoti vari, ma spesso la conversazione si soffermava sull’arte, essendo io professore di questa materia all’università… lui ama la musica e la storia».

La cupola di San Pietro

Da buon amante della storia dell’arte il Papa aveva il suo “idolo” tra gli artisti. Ed era Michelangelo! «Spesso – sottolinea Pallarols – abbiamo parlato di come egli ha costruito la cupola di San Pietro, una grandiosa opera d’ingegneria. A padre Jorge piaceva parlarne, perché anche lui ha una formazione matematico-scientifica, essendo diplomato come perito chimico. L’uno condivideva con l’altro quello che sapeva di arte, di musica, ed entrambi ci distraevamo per quarantacinque minuti, massimo un’ora, per poi tornare al lavoro».

© Antoine Mekary / Aleteia

 

 

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