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Perché “Vieni come sei” non va bene per il banchetto di Dio

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È vero che chiunque è il benvenuto nella casa di Gesù, ma limitarsi a comparire non basta

Gli disse: ‘Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?’. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: ‘Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti’. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti.
Matteo 22, 12-14

Siamo in un’epoca di inviti. A fine ottobre molti di noi saranno invitati a feste di Halloween, e numerose parrocchie invieranno informazioni su servizi speciali per la festa di Tutti i Santi e dei defunti. Poi, poco tempo dopo, molti saranno impegnati nei progetti per la festa del Ringraziamento. Pochi riusciranno a respirare un attimo prima che inizino gli inviti alle feste pre-natalizie. Sembra quasi naturale, quindi, che il Vangelo in questi ultimi giorni abbia presentato una parabola che inizia con l’invito a una festa.

In questo brano, Gesù racconta la storia di un re che organizza un banchetto nuziale per suo figlio. Anche se l’invito viene dal re, gli ospiti non accettano l’invito. Il re prova di nuovo. Questa volta, ai servi viene detto di parlare agli invitati del menu per attirarli: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!” E tuttavia la risposta è la stessa: “Non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari”. Altri invitati arrivarono a insultare e a uccidere i servi.

Cosa doveva fare il re? Suo figlio doveva comunque sposarsi, e il banchetto era già stato allestito. Ordina allora alle sue truppe di punire chi aveva attaccato i suoi servi, ma dice anche loro: “Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”.

Il re abbandona costumi e convenzioni. Sfida le aspettative culturali ed è pronto ad accogliere nella sala del banchetto reale chiunque accetti l’invito.

Questo messaggio di Gesù sarebbe già stato abbastanza notevole. Stava raccontando una storia che sovvertiva le aspettative culturali. Ma Gesù non si ferma a questo.

Anche se il re avrebbe dovuto sapere che nella sala del banchetto sarebbero apparsi ricchi e poveri, locali e forestieri, sani e malati, si concentra su un uomo che ritiene non sia vestito in modo adatto all’occasione e lo fa gettare via dalla sala nell’oscurità della notte.

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