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Nello scrigno dell’Amazzonia il tesoro dei “viri probati” che saranno preti

Ana Cotta
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Il Sinodo Panamazzonico del 2019 dovrà mettere a tema il dibattito sulla ordinazione sacerdotale di uomini sposati ma dalla fede sicura

di Salvatore Izzo

Papa Francesco accende i riflettori sull’Amazzonia, la regione dell’America Latina che rappresenta un vero scrigno con molti tesori naturali (che fanno gola agli speculatori dai quali vanno difesi) e etnico-culturali (le tradizioni dei popoli indigeni) ma anche di fede (la Chiesa locale che ha pochissimo clero si incarna infatti nelle famiglie, vere chiese domestiche).  “Accogliendo il desiderio di alcune Conferenze Episcopali dell’America Latina, nonché la voce di diversi Pastori e fedeli di altre parti del mondo, ho deciso di convocare – ha detto all’Angelus, al termine della messa per le canonizzazioni – un’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione Panamazzonica, che avrà luogo a Roma nel mese di ottobre 2019”. “Scopo principale di questa convocazione – ha spiegato – individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta Amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”.

“I nuovi Santi – ha aggiunto il Papa – intercedano per questo evento ecclesiale, affinché, nel rispetto della bellezza del creato, tutti i popoli della terra lodino Dio, Signore dell’universo, e da Lui illuminati percorrano cammini di giustizia e di pace”. “Ricordo anche – ha aggiunto Francesco – che dopodomani ricorrerà la Giornata del rifiuto della miseria”. Secondo Francesco, “la miseria non è una fatalità: ha delle cause che vanno riconosciute e rimosse, per onorare la dignità di tanti fratelli e sorelle, sull’esempio dei santi”.

Il cardinale amico Claudio Hummes

Dietro questo sintetico annuncio ci sono mesi di consultazioni che Francesco ha gestito in modo molto riservato con l’aiuto soprattutto di un cardinale suo amico, il francescano ex arcivescovo di San Paolo e ex prefetto del clero Claudio Hummes. Era lui il cardinale che gli era affianco sulla Loggia della Basilica quando il 13 marzo 2013 si affacciò per la prima volta da Papa e chinando il capo chiese la benedizione del popolo prima di impartire la sua alla folla. Hummes era vicino a Bergoglio anche in Conclave e gli disse “non dimenticarti dei poveri”, come aveva rivelato il neo Pontefice nel primo incontro con la stampa tre giorni dopo. Non ha cercato incarichi a Roma il cardinale Hummes ma tornato a Manaus ha lavorato alla costituzione della Repam, la Rete ecclesiale panamazzonica che coinvolge le Chiese di dieci Paesi latinoamericani.

Forte dell’esperienza di Repam, dove confluiscono vescovi e delegati laici delle diocesi aamazzoniche appartenenti ai diversi paesi (Brasile, Venezuela, Colombia, Perù e Bolivia) Francesco vuole dunque nel cuore della Chiesa Cattolica, a Roma, un Sinodo panamazzonico, che traduca il cammino comune di queste Chiese in una voce forte e in scelte nuove. Sarà il punto d’approdo di questa azione ecclesiale, grazie sia alla spinta di Papa Francesco sia all’attività delle Chiese amazzoniche.

Il tema della custodia del Creato e della pace

Del Sinodo per l’Amazzonia ne aveva parlato qualche mese fa lo stesso Papa Francesco con i vescovi del Perù e il presidente della Conferenza episcopale peruviana, monsignor Salvador Piñeiro García-Calderón ha spiegato: “La necessità di fare fronte alla globalizzazione e di indagarne le cause, la presenza di progetti estrattivi sempre più grandi ci chiedono di promuovere reti”. Il presidente della Cep ha rivelato: “Il Papa ci ha detto che è molto importante che ci troviamo tra noi vescovi dell’Amazzonia, per elaborare delle linee comuni e per esprimere la ricchezza non soltanto ambientale, ma dei popoli che abitano queste terre. Sono convinto che già questa idea del Sinodo stia camminando, che si stia vedendo come organizzare questo momento ecclesiale”.

Anche padre Dario Bossi che opera ai confini tra gli stati di Maranhão e Pará in Brasile è favorevole all’idea del Sinodo: “La proposta del Sinodo – ha detto al Sir – è essenziale, immagino due tipi di impegno. Uno, per così dire, ‘orizzontale’: riqualificare e incentivare l’impegno locale, per un migliore servizio alla vita e all’ambiente. Un altro, invece, che chiamerei ‘verticale’: l’impegno delle Chiese per una coscienza critica, per un appello in difesa dell’Amazzonia, per farsi voce rispetto alle istituzioni e alla società civile”. Quello che padre Bossi immagina è “un processo lento, nella consapevolezza che molte delle situazioni di conflitto toccano molti interessi, dai quali a volte anche la Chiesa è toccata”. Un processo da vivere “nel dialogo insistente e nella convinzione che l’Amazzonia la si protegge assieme ai popoli”.

Sullo sfondo, “il grande tema dell’ecologia integrale”. Prosegue il missionario comboniano: “Ci aspetta un grande lavoro, che deve necessariamente partire dall’ascolto, a partire da una riflessione sulle forme di spiritualità di cui questi popoli sono portatori, e dal loro stile di vita, il cosiddetto buén vivir, la loro relazione integrata con l’ambiente, con il creato”.

L’annuncio del Papa arriva mentre si prepara un’inedita esercitazione militare statunitense in Amazzonia in collaborazione con il Perù, la Colombia e soprattutto il Brasile. Le manovre militari avranno luogo nella seconda settimana di novembre a Tabatinga, città brasiliana situata sulla riva sinistra del fiume Solimões esattamente al confine di tutti e tre gli Stati sudamericani impegnati nelle operazioni: è, infatti, il punto d’incontro fra Colombia, Perù e Brasile. Le grandi manovre, secondo fonti della Nato, saranno simili a quelle avvenute in Ungheria nel 2015, e serviranno ad aumentare il livello di cooperazione logistica fra gli Stati sudamericani che parteciperanno all’esercitazione, coadiuvati dall’esercito americano. Lo scopo di tale spiegamento militare sarebbe quello di lanciare un messaggio rivolto a tutti gli attori dell’America Latina: gli Stati Uniti stanno tornando.

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