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Caldo e disidratazione: come evitarla e quando preoccuparsi

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Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 22/08/17

Riconoscere e prevenire la disidratazione è facile… tipo bere un bicchiere d’acqua!
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Ospedale Bambin Gesù

Riconoscere e prevenire la disidratazione è facile… come bere un bicchiere d’acqua! Il corpo normalmente disperde il calore attraverso la sudorazione, quando la temperatura dell’ambiente è più elevata di quella della pelle: è l’unico meccanismo di raffreddamento a sua disposizione.

Condizioni di caldo estremo, ridotta ventilazione o affollamento possono quindi favorire la disidratazione. I bambini, specialmente i più piccoli, sono particolarmente a rischio per il loro rapido metabolismo e per la particolare distribuzione dei liquidi corporei.

La disidratazione può essere lieve, moderata o grave, a seconda della quantità di liquidi persi, cui si accompagna perdita di sali. La diagnosi è clinica: per sospettarla e definirne l’entità bisognerà osservare i possibili segni e sintomi.




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Evitare l’esposizione diretta al sole e limitare l’attività fisica fisica nelle ore più calde della giornata, utilizzare abiti leggeri, refrigerare e areare le abitazioni tenendo chiuse le finestre esposte al sole o utilizzando tende, garantire un giusto apporto di acqua durante la giornata, bevanda ideale per una corretta idratazione, evitando quelle zuccherate e gasate il cui effetto dissetante dura solo pochi minuti.

Qualora nonostante tali accorgimenti il bambino vada incontro a disidratazione va condotto presso il pronto soccorso dove un semplice prelievo permetterà di valutare le perdite e la concentrazione degli elettroliti nel sangue con le quali si deciderà per la reidratazione migliore. Da preferire sempre quella con soluzioni reidratanti fredde per bocca, a piccoli sorsi riservando la correzione per via endovenosa solo ai casi più gravi che richiedono l’ospedalizzazione.




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