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Era dipendente dall’oppio e non poteva ricevere i sacramenti. Ora è martire e santo

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Wikipedia / CC

Meg Hunter-Kilmer - pubblicato il 12/07/17

La storia di San Marco Ji Tianxiang

San Marco Ji Tianxiang era dipendente dall’oppio, e lo è stato fino al momento della morte.

Per anni è stato un cristiano rispettabile, cresciuto in una famiglia cristiana del XIX secolo. Era un leader della comunità cristiana e un medico ben avviato che serviva gratuitamente i poveri. Poi, però, si ammalò gravemente allo stomaco, e si curò con l’oppio. Era una cosa perfettamente ragionevole, ma presto ne divenne dipendente, e questa dipendenza era considerata vergognosa e fonte di grande scandalo.

Anche se le sue condizioni peggioravano, Ji continuò a lottare contro la sua dipendenza. Si confessava spesso, ma purtroppo il sacerdote con il quale lo faceva (come quasi chiunque nel XIX secolo) non considerava la sua dipendenza una malattia. Visto che Ji continuava a confessare lo stesso peccato, il presbitero pensava che fosse una prova del fatto che non aveva un fermo proposito di emendarsi, di migliorare.

Senza pentimento e il proposito di non peccare più la confessione non è valida. Dopo qualche anno, il confessore di Ji gli disse di non tornare più fino a quando non avesse soddisfatto i requisiti della confessione. Per alcuni avrebbe potuto rappresentare un invito ad abbandonare la Chiesa con rabbia o vergogna, ma Ji sapeva di essere amato dal Padre e dalla Chiesa. Sapeva che il Signore voleva il suo cuore, anche se lui non riusciva a modificare il suo stile di vita.

Per 30 anni non poté ricevere i sacramenti, e per 30 anni pregò di morire martire. Gli sembrava che l’unico modo per salvarsi fosse la corona del martirio.

Nel 1900, quando la rivolta dei Boxer iniziò a scatenarsi contro stranieri e cristiani, Ji ebbe la sua occasione. Venne rastrellato con dozzine di altri cristiani, inclusi il figlio, sei nipoti e due nuore. Molti di coloro che vennero imprigionati con lui erano disgustati dalla sua presenza tra loro e pensavano che sarebbe stato sicuramente il primo a rinnegare il Signore.

Ma se Ji non riuscì mai a sconfiggere la sua dipendenza, fu inondato dalla grazia della perseveranza finale. Nessuna minaccia riusciva a scuoterlo, né alcuna tortura lo fece vacillare. Era determinato a seguire il Signore, che non lo aveva mai abbandonato.

Quando Ji e la sua famiglia vennero portati in prigione in attesa dell’esecuzione, suo nipote lo guardò con timore dicendo: “Nonno, dove andiamo?” “Stiamo tornando a casa”, rispose lui.

Ji pregò i suoi carcerieri di ucciderlo per ultimo perché nessun membro della sua famiglia morisse da solo. Rimase accanto a tutti e nove i suoi cari mentre venivano decapitati. Alla fine morì cantando la litania della Beata Vergine Maria, e pur essendo stato lontano dai sacramenti per decenni è stato canonizzato.

San Marco Ji Tianxiang è una splendida testimonianza della grazia di Dio costantemente al lavoro nei modi più nascosti, della capacità di Dio di tirar fuori grandi santi dalle persone più improbabili e della grazia effusa su chi rimane fedele quando sembra che anche la Chiesa stessa lo stia allontanando.

Il 9 luglio, festa di San Marco Ji Tianxiang, si chiede la sua intercessione per tutti coloro che non possono ricevere i sacramenti, perché possano avere il coraggio di essere fedeli alla Chiesa e possano sempre crescere nell’amore e nella fiducia nei confronti del Signore. San Marco Ji Tianxiang, prega per noi!

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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