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Savannah dice che Dio la ama, anche se è lesbica. Ha ragione

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Ma la verità sull'uomo è la prima grande carità che ci fa Dio. Qualcuno la aiuterà a capirlo?

Io credo che a questo mondo esista un’unica grande chiesa che passa dal Love is Love e arriva fino a Savannah nello Utah.

E lo fa passando da chi ha ripreso questa forse ancora innocente ragazzina mentre sostiene dal pulpito di un tempio mormone  che i suoi desideri sono tutti giusti e che in lei non c’è nulla di sbagliato.

Sì, certo, poi passa anche da un prete in periferia che decide di celebrare matrimoni gay o almeno di dire messa con una stola arcobaleno. Questa chiesa wireless, ma in realtà piena di fili, che conducono tutti verso un unico punto, una consolle che qualcuno manovra.

L’unico “pensiero positivo” secondo i media sembra rimasto proprio questo. Che ossessivamente batte e ribatte sul tema della sessualità, dell’identità di genere (neo–para-logismo) del matrimonio gay, della comunità LGBT.

Costringendo anche chi è contrario al pensiero omosessualista ad usare, fosse pure solo per assuefazione, termini infondati. Perché chi ha inclinazioni omosessuali, se vive momenti di aggregazione o se condivide alcune battaglie di rivendicazione, dovrebbe essere definito comunità? Perché devono trafugare un termine che scaturisce dalla madre, il matrimonio, e usarlo per la dichiarazione pubblica di rapporti omoerotici ricorrenti e coabitazione e forse accudimento di minori?

Ma torniamo un attimo indietro.

Esiste un video su Youtube con 450.359 visualizzazioni pubblicato il 14 giugno dall’utente NewNameNoah che si propone di diffondere nel mondo la verità su ciò che succede nei Tempi Mormoni. Introduce il frame con il titolo Savannah Testimony e sottotitolo The faith of a child.

Ed esiste questo video perché qualcuno tra i presenti alla funzione del 7 maggio 2017, presso Eagle Mountain, nello Utah, lo ha girato.

Nell’articolo del The Guardian, pubblicato il 24 giugno scorso nella categoria LGBT Rights,  si riferisce che secondo il vescovo della congregazione la ripresa è stata realizzata da adulti non mormoni . Si dice e si vede bene nel breve video che ad un certo punto la ragazza è stata interrotta ed invitata a sedersi. «Can you sit down?» le chiede due volte un signore in giacca e cravatta.

Si tratta di una riflessione fatta davanti ad un pubblico limitato –  ma diventata di dominio universale -che una bambina di 13 anni, una ragazzina, ha voluto condividere circa la sua identità e il suo rapporto con Dio. E i suoi desideri e sogni. Dice che non c’è nulla di sbagliato in lei, che i suoi desideri sono tutti giusti, che Dio la ama così. Che può essere lesbica e felice.

Che Dio non vuole altro che lei sia stessa. E siccome così come è nata con le lentiggini e i capelli castani è nata anche gay, e lo ha scoperto un anno fa, quindi a 12 anni, lei chiede solo di amarsi e di essere amata. Sogna un giorno di sposarsi con una donna e di avere una bella famiglia. Crede che Dio desideri che noi siamo gentili e tolleranti soprattutto con chi è diverso.

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