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Quando e in che modo togliere il ciuccio?

Flickr.com/ Molly

Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 13/06/17

L’abbandono è una tappa dello sviluppo: vediamo come si può procedere nel migliore dei modi

Quello della suzione è uno fra i primi riflessi che compaiono nella vita del neonato, un movimento automatico e spontaneo fondamentale per la sopravvivenza del neonato. Nel corso dei primi due anni di vita del bambino, alla fondamentale funzione nutritiva della suzione, si aggiungono nuove finalità. Fra queste, il “portare alla bocca” acquista una funzione esplorativa: l’esplorazione orale diventa per il bambino la modalità privilegiata con cui scoprire e conoscere le caratteristiche degli oggetti che lo circondano. In questo periodo il ciuccio, la cui forma ricorda quella del capezzolo materno, acquista la funzione di calmare il bambino. Ottenere conforto attraverso un oggetto altro rispetto al seno materno ma ad esso simile, aiuta il bambino a separarsi dalla figura materna e a procedere verso una prima forma di autonomia personale.




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L’ABBANDONO DEL CIUCCIO È UNA TAPPA DELLO SVILUPPO

L’abbandono del ciuccio rappresenta una delle tappe centrali della crescita nel bambino, nel corso della prima infanzia. Non è possibile indicare una precisa età in cui fare a meno del ciuccio. Il ciuccio andrebbe gradualmente abbandonato tra i 6 e 12 mesi per ridurre il rischio di andare incontro a otiti. Ma il passaggio può avvenire in maniera spontanea attorno ai 2-3 anni.
È consigliabile prestare attenzione al momento in cui iniziare a fare a meno del ciuccio: è importante, infatti, evitare la concomitanza di periodi particolari, caratterizzati da cambiamenti significativi nella vita del bambino, come ad esempio il suo ingresso all’asilo, la nascita di un fratellino, il trasferimento in una nuova abitazione. È auspicabile, inoltre, che l’eliminazione proceda in maniera graduale, cercando di limitarne l’uso nel corso della giornata. Il diretto coinvolgimento del bambino può essere d’aiuto in questo delicato passaggio. Ai genitori spetta il compito di incoraggiarlo attraverso lodi e gratificazioni.




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Ospedale Bambin Gesù

GLI SVANTAGGI DELL’UTILIZZO DEL CIUCCIO

Esistono degli svantaggi nell’utilizzo del ciuccio. Ecco i più importanti.
Problemi legati all’allattamento: nelle prime settimane di vita l’uso del ciuccio può interferire con l’alimentazione, in quanto il neonato impara solo ad aspirare, senza fare movimenti con i muscoli della bocca, necessari per alimentarsi.
Problemi legati alla salute dentale: l’uso prolungato del ciuccio può compromettere il corretto sviluppo della bocca e della dentizione, deformando il palato e creando problemi di malocclusione. Certo, succhiare il pollice (più duro!) è ancor più dannoso.
Problemi legati al linguaggio: l’uso prolungato del ciuccio può comportare difficoltà nella corretta articolazione delle parole.
Trasmissione di malattie: il bambino che utilizza il ciuccio è più incline a contrarre malattie e infezioni, specialmente quando inizia la frequenza a scuola, dal momento che spesso il ciuccio non si mantiene pulito e può divenire un ricettacolo di germi.
Insorgenza di otiti: il prolungato utilizzo del ciuccio, come quello del biberon, favorisce l’insorgenza di otiti.




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