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“Bisogna cadere più volte per rialzarsi”. La storia di Cova Sanz

Catholic Link - pubblicato il 08/06/17

di Silvia Ordoñez

Cinque anni fa Covadonga Sanz ha avuto un incidente che ha lasciato gravi conseguenze nella sua vita, ma né il dolore né la sofferenza sono al centro di questo video o della sua vita. Sicuramente, dopo quello che le è successo, tutto ha preso una svolta, perché ora è consapevole di aver avuto una seconda possibilità di vivere.

Cova è l’esempio perfetto di speranza. Mentre ai nostri occhi lei è la vittima di un incidente, una persona con una disabilità verso cui provare pietà, lei è davvero una donna piena di vita: sfida il rischio, lavora per superarsi tutti i giorni e non conosce limiti ma obiettivi. La sua arma principale è la sua volontà “che niente e nessuno può levarci” e che l’ha condotta verso la decisione di essere felice, come dice lei: “come posso non approfittare di ogni minuto?”

In un mondo dove il dolore è evitato a tutti i costi e il concetto di felicità è legato a “quanto ce la passiamo bene”, ci dimentichiamo che per crescere, così come per raggiungere la santità, la strada che passa attraverso la croce è inevitabile e persino necessaria. Anche se le ferite fisiche ed emotive sono normali nel corso della nostra vita, ciò che ci distingue come cristiani è la capacità di trovare un senso soprannaturale al dolore e di vederlo come una lezione per costruire meglio le nostre vite. Come dice Irene, amica di Cova: “Sai cosa mi sarebbe piaciuto più di tutto? Essere caduta più volte e più fortemente”. San Josemaría Escrivà, nel suo libro Amici di Dio, ha detto: “Ci sono solo due possibili modi di vivere sulla terra: o si vive la vita animale o quella soprannaturale. E io e te non possiamo vivere più a lungo della vita di Dio, la vita soprannaturale. ”

La decisione di Cova amare ogni momento non è stata presa alla leggera, è cosciente e libera, perché consapevole che siamo in grado di trasformare le nostre debolezze in punti di forza e, anche se è una strada difficile, la ricompensa è impareggiabile. Cova non vuole aspettare il cielo per vedere i frutti, ma ha iniziato a raccogliere sulla Terra. Lei va contro una società che convince a vivere momenti intensi ma fugaci e che ci fa rimpiangere il fatto di non possedere tutto. Ma Cova riesce a personificare la vera libertà, la possibilità di scegliere il bene come spiega sant’Agostino, perché come lei dice “non c’è bisogno di avere tutto” e “ci mancano le cose, ma abbiamo molto altro”.




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Non è certamente facile da girare lontano da ciò che il mondo ci mostra come una soluzione; la sua logica utilitaristica e consumistica; è più facile concentrarsi sulla messa a fuoco e perdere di vista la luce… Ma non aspettate di passare per qualcosa di serio per capire la logica di Dio superiore a tutto questo, non allontaniamoci dai fondamentali, siamo liberi di scegliere di essere artigiani e costruire un regno che non si esaurisce e una gioia che dipende da un Dio che non ci lascia mai.

Vi lascio con alcune parole del Vangelo per riflettere: Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? (Mt 16,26).

Chiediamo allo Spirito Santo di riversare su di noi i suoi doni ed essere in grado di vedere i loro frutti, così da capire la nostra missione in un modo migliore.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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