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L’esercito sconfitto dei padri separati

Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 24/11/16

«Parliamo di padri separati che, nonostante abbiano ancora un lavoro, tra gli assegni di mantenimento in favore dell’ex-moglie ed i figli ed il mutuo della casa da pagare, non riescono a sostenere le spese neanche per fittare un alloggio; ma parliamo anche di padri separati che hanno perso la loro occupazione e non hanno più le forze per rialzarsi, diventando inevitabilmente dei clochard». A spiegarlo è Gianni Sciannarella presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Adamo, la onlus che a Matera si occupa di aiutare i padri separati che vivono in situazioni di disagio economico e sociale.

Sono spesso dei papà in “giacca e cravatta” in fila alla mensa dei poveri, costretti a dormire in macchina e a farsi la doccia in ufficio. “Non possono permettersi un pasto adeguato almeno ogni due giorni, non possono scaldare adeguatamente casa e arrivano a fine mese con grande difficoltà”, si legge nel Rapporto. Un fenomeno in continua crescita, come testimonia l’andamento dei servizi rivolti ai padri separati. “Dal 2013 a oggi sono aumentate le richieste di alloggi e servizi residenziali”, spiega Laura De Lauso, responsabile dell’Ufficio Studi Caritas. “Per un papà separato la casa è una necessità, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico. È uno spazio per ritrovare se stessi, per riprendere in mano la propria vita oltre che un luogo sano dove poter incontrare i figli”.

“Il padre separato non fa rumore, non chiede aiuto, si vergogna. Lo riconosci dallo sguardo perso e remissivo”, racconta Gianmario Pagani, padre separato e presidente dell’associazione La Rinascita di Como “Sono stato anch’io in quella situazione. La prima cosa che facevo al mattino quando mi svegliavo era pulire la macchina dove avevo dormito per cancellare ogni segno della notte precedente perché mi vergognavo”. Il pudore, il bisogno di nascondersi e di non mostrare la propria debolezza di fronte ai figli. “Spesso gli uomini non hanno la forza morale per affrontare questa situazione. Così si innesca una spirale per cui i papà che non riescono a pagare gli alimenti si sentono in difetto e pensano di non meritarsi l’affetto dei figli” (Huffington Post).

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crisi economicapadri separatipovertà
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