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L’infedeltà non è un crimine senza vittime

Marta Locklear | Stocksy United
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I miei figli non hanno perso solo il padre, ma anche la madre

Il mese prossimo cadrà un anniversario doloroso. In una calda e assolata mattina di novembre di quattro anni fa, mio marito William* ed io sedevamo in cucina sfogliando dei cataloghi. Gli stavo mostrando un tappeto che volevo comprare per il salotto quando mi ha guardato con un’espressione addolorata. Senza alcun preavviso o tentativo di addolcire il colpo, mi ha detto che aveva una relazione e che la sua compagna era incinta.

Buona parte delle conversazioni che abbiamo avuto nelle prime ore dopo la sua rivelazione sono ora qualcosa di sfocato, un caleidoscopio di lacrime e shock, rabbia e disperazione, ma una frase che ha detto è rimasta incisa nella mia memoria: “Lei non vuole essere una rovinafamiglie”.

Quando ha detto queste cose su quella donna ho sentito la mia pressione schizzare in alto. All’epoca lei aveva trent’anni, un’età sufficiente per assumersi la responsabilità delle proprie azioni, e si era fatta coinvolgere in una relazione con un uomo che al loro primo incontro le aveva rivelato di essere sposato e di avere due figli.

Una relazione sarebbe già stata abbastanza devastante. Non saprò mai se William ed io avremmo potuto riprenderci dalla sua infedeltà e salvare il nostro matrimonio che durava da 14 anni, ma credo che avremmo potuto avere una possibilità. La gravidanza ha eliminato qualsiasi ipotesi di riconciliazione, e ha aggiunto un altro strato di agonia al dolore schiacciante che io e i miei figli abbiamo sperimentato.

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