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Una cospirazione contro Adolf Hitler? A guidarla…fu Pio XII!

True Restoration
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Il pontefice lavorò sotto traccia con la resistenza tedesca, gli inglesi e i cattolici anti Reich per eliminare la dittatura

Estate 1944. In un’Europa insanguinata da cinque anni di guerra il nazismo è vicino al collasso. A est l’Armata rossa avanza come un rullo compressore, disintegrando le difese tedesche e avvicinandosi ai confini del Reich. A ovest gli Alleati hanno conquistato la Francia mentre sul fronte italiano l’esercito tedesco si ritira combattendo verso nord. La guerra è persa, è solo questione di tempo. Solo un uomo è ancora convinto della vittoria finale, Adolf Hitler, il “caporale boemo”, come lo chiamano gli ufficiali aristocratici che si stanno organizzando per eliminarlo (Il Sole 24 ore, luglio 2009).

L’uomo chiave della congiura è il giovane tenente colonnello, conte Claus von Stauffenberg, 37 anni, eroe di guerra, pluridecorato, brillante ufficiale di Stato maggiore: un uomo colto, raffinato, amante della poesia e della musica, fervente cattolico, ostile alla mentalità conservatrice degli alti gradi dell’esercito.

IL GIORNO DELLA CONGIURA

Rastenburg, 20 luglio 1944. Quartier generale di Hitler, detto la “Tana del lupo“, il giorno prescelto per l’attentato. La conferenza di Hitler, nella sala riunioni, inizia alle 12,30.

Stauffenberg rompe la capsula del detonatore, entra nella sala, colloca la borsa con la bomba il più vicino possibile a Hitler, ed esce dalla stanza: il tutto con la massima calma. Ha commesso un errore, però: non è riuscito a innescare la seconda carica di esplosivo. Come non può immaginare che un colonnello sposti la borsa un po’ più in là, accanto al massiccio zoccolo del tavolo di quercia, perché non intralci il , salvandogli così la vita.

LA VENDETTA DI HITLER

Alle 12,42 la stanza viene squassata da una spaventosa deflagrazione. Stauffenberg riesce ad allontanarsi con la (falsa) certezza che il colpo sia riuscito e il eliminato.

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