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Le 3 domande che ogni donna vorrebbe sentirsi rivolgere

Pixabay.com/Public Domain/ © Unsplash
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Se si vuole conoscere qualcuno a un livello più profondo bisogna sapere cosa chiedere

Eravamo sedute su una coperta fuori dalla sala da pranzo, con i piedi nudi che penzolavano sul bordo del tessuto.

Camilla aveva 13 anni, e nell’arco di un mese avrebbe iniziato l’ottava classe presso la Mount Vernon Middle School. Io avevo 26 anni e guidavo un ministero locale per le scuole medie in un campo estivo, e quella settimana sarei stata consulente per lei e per un manciata di altri studenti. Nonostante i miei tentativi di chiederle qualcosa su di lei, sulla sua famiglia e sui suoi animali – domande che in genere ottengono risposte dagli adolescenti che conosco, visto che i bambini sono meno cauti degli adulti –, lei rimaneva in silenzio.

Ero perplessa.

Il mio unico compito per quel giorno era parlare con le ragazze del mio gruppo, ma con lei nulla sembrava funzionare.

Anna era così appassionata del suo lavoro con gli studenti delle scuole medie da spendere la sua vita professionale prendendosi cura delle loro necessità, prima come pastore giovanile, poi come consulente e poi come terapeuta adolescenziale.

Se c’era qualcuno che sapeva come arrivare alle Camilla di questo mondo era proprio Anna. Avrei voluto tanto saper fare lo stesso.

“Ho tre domande per te”, dissi, poi respirai profondamente. Se questo non avesse funzionato, la nostra conversazione sarebbe rimasta del tutto unilaterale.

Chi sei? Chi sono i tuoi amici? Dove stai andando?

Le domande non venivano poste in rapida successione. Le abbiamo affrontate una per volta, lentamente. E con mia grande gioia hanno suscitato l’interesse di Camilla. Anche se non mi offriva lunghe spiegazioni come avrebbero fatto alcuni dei suoi coetanei, le sue risposte anche di un’unica parola erano comunque un passo nella giusta direzione. Quel pomeriggio è cambiato qualcosa nella nostra amicizia. Forse ha iniziato a credere che mi potesse importare di lei. Forse ha iniziato a fidarsi di me.

È stato da allora, dalla mia esperienza con Camilla, che ho iniziato a porre quelle tre domande a ogni studente di scuola media che incontravo, perché quando a una persona giovane viene chiesto della sua identità, della sua comunità e di quello che vuole diventare da grande accade qualcosa nel più profondo del suo essere.

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