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Quella confessione quando avevo 13 anni che ha cambiato tutto

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È il motivo per il quale ora ho speranza, gioia e pace

Hai mutato il mio lamento in danza,
la mia veste di sacco in abito di gioia,
perché io possa cantare senza posa.
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre.
Salmo 30, 12-13

Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Luca 5, 28

Il problema quando si deve offrire una testimonianza è che richiede di riassumere in una ventina di minuti tutta una vita di lavoro di Dio (e di propria resistenza ad esso). In questo modo, i dettagli rimangono indistinti e gli estremi vengono esagerati per rendere la narrazione più avvincente.

Da questo punto di vista sono colpevole come chiunque altro.

Per me tutto è cambiato nel 1997, durante quel ritiro fatidico in preparazione alla Cresima. Non so cosa sarebbe stato di me se non ci fosse stato, ma già pensare a quello che avrebbe potuto accadere basta a gettare un’ombra su quel periodo della mia vita. E posso far risalire in tutta onestà ogni cosa buona che mi è successa nella vita a quella confessione di quando avevo 13 anni. È questo il motivo per il quale oggi ho speranza, gioia e pace. Tutto perché ho incontrato Gesù.

Non è come se ci fosse qualche ovvia cesura tra la mia vita prima di Gesù e quella successiva, come se prima stessi nuotando in una piscina di angoscia e ora la mia vita sia un lungo concerto degli Hillsong United senza ricadute nella miseria. Dà l’impressione che sia così, ma la realtà è sempre più complessa.

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