Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

7 cantanti rock che hanno parlato dei sacramenti

Condividi
di Sean Chapman

Da insegnante, una delle prime cose che provo a trasmettere ai miei studenti è la nozione che a prescindere dal fatto che ci si ritenga cattolici praticanti, o che ci si sia allontanati dalla Fede, non si possa fare a meno di parlare (e persino di glorificare) la Fede stessa… fosse anche per sbaglio. In altre parole, essere umani nel senso più pieno del termine significa essere cattolici. E ironicamente, più si tenta di combattere contro la Fede, più ci si trova non a sfuggire bensì ad andare addosso a tutta la sua verità e bontà.

Di conseguenza ciò che voglio far notare ai miei studenti, soprattutto attraverso la musica, è che il vero artista – seppur non si consideri credente e persino qualora il suo scopo sia quello di dissacrare la Fede – non può fare a meno di “predicare la Buona Novella”. Forse lo fanno in modo che potrebbe sembrare colmo di aggressività piuttosto che di gratitudine, ma rivelano un prezioso tesoro fatto di elementi cattolici.

La nostra reazione naturale potrebbe essere quella di respingere la musica di questi artisti perché non professano esplicitamente la nostra Fede. Ma io vorrei controbattere dicendo che – e questo è quello che dico anche ai miei studenti – sono sotto molti aspetti i migliori testimoni di questa Fede, perché sono in qualche modo il compimento delle seguenti parole della lettera ai Filippesi: “Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Filippesi 2:9-11).

Le seguenti canzoni sono profondamente sacramentali. E sebbene io non stia affatto sostenendo che si tratti di musica sacra, ci mancherebbe, sto però sicuramente facendo notare che in queste canzoni emerge, seppur in modo imperfetto, la gloria dei Sacramenti. Le esaminerò una ad una, tentando di mostrare il modo in cui celebrano – a modo loro – la vera bellezza dei Sette Sacramenti… fosse anche per sbaglio.

1. Billy Joel – The River of Dreams (Sacramento del Battesimo)

C’è una grande storia dietro la composizione di questa canzone. Senza dilungarci troppo, posso dirvi che Joel non voleva scriverla affatto. Principalmente perché sapeva che la canzone avrebbe avuto inevitabilmente dei connotati religiosi. Da ateo dichiarato qual è, non gli interessava minimamente riconoscere il divino. Eppure la canzone non l’avrebbe lasciato solo (fa pensare alla “caccia” che ci dà il cielo). La storia vuole che la melodia era così orecchiabile da averlo “seguito”, una mattina, persino dentro la doccia: “C’era religione in quella doccia”; ha poi spiegato. Il testo sostanzialmente racconta che di notte Joel (da musicista) si trova costantemente a “camminare nel sonno”. Non letteralmente, ma si sente piuttosto come se stesse viaggiando in una terra fatta di visioni e fuochi scoppiettanti che lo lasciano col desiderio di avere sempre di più. E, cosa ancor peggiore, va lì per trovare risposte ma le risposte sono dall’altro lato del fiume. Che, come racconta lui stesso, è troppo lontano da attraversare. In questa canzone l’acqua agisce sia da barriera che da “agente di battesimo”. Il fuoco lo ispira, lasciandolo però con una sete irrefrenabile. La salvezza è a portata di mano, ma Joel sembra non coglierne affatto il suo più ampio significato. Noterai nel testo che riconosce lo scopo dell’acqua, eppure nella sua vita da sveglio – cioè da ateo – non riesce ad accettare quello che la visione gli sta chiaramente dicendo:

“Non sono sicuro di una vita dopo questa, Dio sa che non sono mai stato un uomo spirituale / battezzato nel fuoco io guado il fiume che porta alla Terra Promessa… Nel cuore della notte…”

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni