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8 storie incoraggianti di confessione che ti ispireranno ad accostarti a questo sacramento

abouna.org
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di Ruth Baker

La confessione può intimorire, ma vale sempre la pena di accostarcisi, indipendentemente da come ci sentiamo prima di farlo.

Le grazie e la misericordia che scaturiscono da questo sacramento vincono sempre la paura e l’ansia che potremmo provare. La gente troverà un milione di motivi per evitare questo dono. A volte aiuta ascoltare la storia di chi si è confessato prima di noi. È per questo che abbiamo elaborato questa lista di otto storie di conversione che sicuramente vi risolleveranno e vi porteranno a mettervi in fila per confessarvi.

1. Il sacerdote compassionevole

Una volta sono andata a confessarmi ed ero così nervosa che non sapevo da dove iniziare. Ho detto al sacerdote quello che provavo e lui ha pregato per me. La sua preghiera è stata così comprensiva e compassionevole che mi ha dato il coraggio di iniziare la mia confessione (Ruth).

Young priest
© Africa Studio/SHUTTERSTOCK

 

2. Una penitenza che cambia la vita

Quest’estate un sacerdote ha ascoltato la mia confessione dopo che avevo letto il libro How Dante can Save Your Life. La mia confessione è stata così dettagliata grazie all’esame che mi ha offerto quel libro che il presbitero mi ha dato un intero libro come penitenza: Consoling the Heart of Jesus. La miglior penitenza di sempre! Ci ho messo un mese ma è stato un gran bene! In seguito il sacerdote mi ha detto che aveva letto quel libro tutta la notte e concordava sul fatto che fosse ottimo! (Alanna)

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3. Fedeltà nella preghiera

Vado a Lourdes ogni anno, e quando sono lì mi confesso sempre. Ci sono tutte quelle stanzette, ciascuna con un sacerdote all’interno e un piccolo segno all’esterno che indica in quali lingue ci si può confessare. La fila per l’inglese era lunga, ma al lato opposto c’erano i confessionali per chi parla spagnolo e lì non c’era nessuno, e allora ho deciso di confessarmi in spagnolo, cosa che avevo già fatto in passato. Il sacerdote è stato molto gentile e gli ho parlato di molte questioni che stavo affrontando con la mia famiglia, in particolare con mia madre. L’anno dopo sono tornato a Lourdes, e quando sono andato a confessarmi c’era sempre lo stesso sacerdote, e quindi sono andato da lui. Dopo aver terminato la mia confessione mi ha chiesto: “Sei venuto qui l’anno scorso, vero?” Io ho risposto di sì e lui mi ha chiesto: “Come sta tua madre? Ho pregato per lei tutto l’anno”. E ho pensato: “Se questa è la fedeltà di un sacerdote nei confronti di una donna che non conosce, quanto più grande devono essere l’amore e la fedeltà di Dio!” Non c’è bisogno di sottolinearlo troppo perché Dio si sta prendendo davvero cura di me e della mia famiglia! (Alex)

Man Praying
© SC Designs/SHUTTERSTOCK

 

4. Paura della confessione faccia a faccia

Durante le missioni parrocchiali dell’arcidiocesi di Miami, in genere i sacerdoti confessano faccia a faccia. Potete immaginare l’orrore che si prova al pensiero di confessare i propri peccati guardando qualcuno negli occhi. È sempre più facile confessarsi dietro un paravento, ma mi sono sfidato a confessarmi “apertamente”. La confessione doveva però avvenire con un sacerdote che non conoscevo. In questa Quaresima, un sacerdote amico di famiglia stava compiendo la missione quaresimale in una parrocchia locale. È arrivato il momento delle confessioni. Lo Spirito Santo voleva ovviamente effondere la sua misericordia in quel momento, perché non avrei mai pensato di confessarmi con lui, ma mi sono alzata, mi sono messa in fila e quando è arrivato il mio turno ha ascoltato attentamente tutto quello che avevo da dire, lasciandomi sfogare. Quando si è finalmente deciso a parlare, lo ha fatto in un modo che non mi sarei mai immaginato. Mi ha ricordato che la vita può essere dura e che può chiedere un conto a ciascuno di noi, ma c’è sempre qualcuno accanto a noi per aiutarci a portare la nostra croce. Non ci sono stati giudizi o rimproveri, solo misericordia e amore (Maria).

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