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Come insegnare a prendere decisioni e come dare o meno permessi

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Encuentra.com - pubblicato il 23/02/16

Com’è mio figlio?

Per spingere nostro figlio a prendere una decisione, non sempre possiamo concentrarci sulla stessa fase del processo. Ogni bambino è diverso, e di conseguenza diverso è il modo di pensare, valutare e scegliere. Dobbiamo valorizzare i suoi punti forti, mentre cerchiamo di rafforzare quelli deboli.

In generale, è possibile delineare quattro tipi di personalità:

L’impulsivo: prima agisce, e poi riflette. E si mette le mani tra i capelli, perché le conseguenze sono spesso negative oppure in contrasto tra loro.

Dovremmo aiutarlo in vari ambiti di riflessione: invitandolo a motivare le sue posizioni prima di agire, incoraggiandolo a cercare diverse opzioni tra le quali scegliere e spiegandogli come poter valutare – anche mettendoli a confronto – i pro e i contro.

L’indeciso: a differenza dell’impulsivo, questo figlio riflette molto prima di decidere. Ha una tale avversione al rischio da poter perdere l’opportunità di prendere una decisione. Possiamo aiutarlo dandogli un limite di tempo entro il quale decidere, dandogli molte opportunità per farlo abituare alla scelta e rafforzando la sua autostima con parole che lo incoraggino.

Il rigido: questo bambino non avverte neanche la necessità di prendere decisioni perché ha sempre fatto le cose nello stesso modo, “perché ha sempre fatto così”. Ha bisogno di ricevere suggerimenti su nuove alternative che diano maggiori vantaggi, dobbiamo trovare il foto di fargli vedere il valore di informarsi prima di prendere una decisione, di ragionare con lui dicendo che “chi rettifica è saggio”, e fargli capire che si può sempre migliorare e imparare lezioni nuove dalla vita.

Il prudente: probabilmente è il bambino meglio preparato per prendere decisioni, dal momento che sa cosa vuole e come ottenerlo, rischiando solo quando necessario. Pensa con calma, ma agisce con rapidità.

Quando la decisione è dei genitori (permessi difficili)

· Non permettere richieste “urgenti”: le decisioni prese di fretta non sempre sono corrette. Bisogna chiedere al bambino quante più informazioni possibili: dove, quando, con chi, quali cambiamenti ci sono…

· Non negoziare. L’adolescente è impaziente. Una negoziazione darà origine a più pressioni e la decisione finale potrebbe essere un “no” alla legittima richiesta del figlio perché siamo stanchi oppure, al contrario, a liquidare con un “si” l’insistenza del figlio.

· Non trasformare la casa in un “ring”. Evitare di minacciare per imporre la propria decisione, il punto non è dimostrare che l’autorità genitoriale vince sempre.

· A volte il tono e una reazione eccessiva dei genitori possono portare un adolescente a nascondere informazioni o, semplicemente, a mentire. È fondamentale guadagnarsi la fiducia dei figli.

· Quando una discussione porta dell’amarezza, non rivolgersi al figlio dicendo semplicemente “bene, ora fa come ti ho detto”; bisogna invece mostrare al bambino cosa si vuole e perché gli è stato negato il permesso.

· Evitare di mettersi sullo stesso livello dell’adolescente dicendo “perché no è no”, sbattendo i pugni, urlando e litigando.

· Incoraggiare il figlio a comprendere le ragioni che si nascondono dietro a un no o a un . In questo modo accetterà positivamente l’autorità dei genitori.

· Come sempre, il miglior ambiente di gioco può essere a casa propria e con poca spesa: i ragazzi amano ancora chiacchierare, giocare, scherzare e ballare. Siate generosi e ospitali, invitate gli amici dei vostri figli a casa vostra! Così potete anche conoscerli e sapere come si divertono.

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Tags:
educazionefamigliafigli
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