Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 23 Giugno |
Paolino di Nola
home iconSpiritualità
line break icon

Volta le spalle alla morte

© Lotus Carroll-CC

padre Carlos Padilla - pubblicato il 12/10/15

Nasciamo per la vita eterna, per rinascere, per questo, forse per questo, vale la pena di amare per sempre

Spesso non è facile mantenere la gioia e la speranza quando le cose non ci vanno bene. La vita non è sempre semplice. Ci sono momenti di pace e altri di dolore, gioie e dispiaceri.

Non è facile affrontare il cammino avendo sempre uno sguardo ottimista. Guardando il bicchiere mezzo pieno. Vedendo la giornata quasi perfetta. A volte perdiamo il coraggio e ci concentriamo su quello che ci manca, su quello che non ci riesce, su ciò che non otteniamo.

Essere fedeli al sogno che un giorno ci ha messi in cammino è quello che ci mantiene vivi, allegri e fiduciosi. Si tratta di tornare all’entusiasmo del primo amore senza smettere di pensare che la vita è per sempre. Senza smettere di comprendere che camminiamo passo dopo passo, dando il nostro amore semplice.

L’altro giorno leggevo la testimonianza di Chiara Corbella, che diceva che lei e il marito non si ritenevano coraggiosi perché l’unica cosa che avevano fatto era stato dire di sì, passo dopo passo. Forse per questo mi piace il titolo del libro che racconta la sua storia: “Siamo nati e non moriremo mai più”.

Nasciamo per la vita eterna. Nasciamo per rinascere. Per questo, forse per questo, vale la pena di amare per sempre. Amare passo dopo passo, in ogni angolo del cammino. Nella salute e nella malattia. Senza avere chiaro quello che verrà. Senza temere al punto di smettere di confidare e di continuare a camminare.

Amare tornando sempre al primo amore, a quell’amore che Dio ha seminato nell’anima come una fiamma incipiente. Che i nostri passi siano sempre mossi dall’amore. Non sembra semplice.

Diceva padre Josef Kentenich: “Nella conduzione della propria vita, ha immutabile validità il principio per cui quello che faccio e smetto di fare, quello che rischio, nasce sempre in primo luogo da un movimento d’amore”.

Tutto quello che faccio è mosso dall’amore? Dall’amore per Dio, per me stesso, per gli uomini? Mi muove sempre un amore sincero e profondo, un amore vero? Credo di no.

Spesso mi muovono il mio egoismo, i miei desideri malati di cercare la mia felicità, le mie ansie di potere e di riconoscimento. Quanto mi costa rinunciare per amore, cedere per amore, sacrificare la mia vita per amore!

Per questo mi piacciono le parole con cui pregava una persona: “Finora la mia piccolezza mi faceva affogare e non mi lasciava aprire il cuore perché restavo nella mia miseria, ma Dio mi ha mostrato che essere piccoli è proprio rallegrarci di quello che siamo, mettere da parte tutto ciò che ci allontana da noi stessi e da Dio e lasciare che Egli agisca attraverso di noi”.

La mia miseria non può essere motivo di disperazione, causa di scoraggiamento. La mia incapacità di amare davvero non può fermare i miei passi, né porre fine al mio desiderio di lottare per qualcosa di più grande.

La mia miseria mi rende più umile e piccolo, più vulnerabile e bisognoso del potere di Dio. Egli mette il suo cuore nella mia miseria. È misericordia per me. È amore che si effonde per sollevare la mia anima caduta.

La mia debolezza, la mia incapacità di amare con tutta la mia vita, non mi possono mai togliere il sorriso. Nasciamo per non morire mai. Questa convinzione muove i miei passi e il mio amore. Siamo cittadini del cielo.

So che non è semplice camminare sempre allo stesso ritmo quando le cose non vanno bene. Confidare dopo aver perso tutto. Sorridere al mondo pur essendo stati delusi dalla vita o dalle persone. Vivere senza scoraggiarsi quando tutti provano pena per la nostra sorte e ci compatiscono. Non sembra tanto facile.

E non lo è. È un dono, una grazia che chiediamo ogni giorno per rialzarci. Non voglio perdere l’illusione di vivere rivolto al cielo. Dando le spalle alla morte. Senza temere che il mio “sì” si indebolisca con il passare degli anni.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
morteresurrezione
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
Gelsomino Del Guercio
San Giuseppe sparisce dai Vangeli. Don Fabio Rosini ci svela il &...
3
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
4
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
5
MOTHER AND LITTLE DAUGHTER,
Silvia Lucchetti
Lui si suicida dopo aver ucciso le figlie: Giulia torna a vivere ...
6
Giovanni Marcotullio
«I rapporti prematrimoniali?» «Un vero peccato!» «Ma “mortale”?» ...
7
MORNING
Philip Kosloski
Preghiera mattutina per chiedere a Dio di benedire la nostra gior...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni