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Cosa dice la Chiesa sullo spargimento delle ceneri dei defunti?

© Scattering CJ / Facebook

Aleteia - pubblicato il 03/12/14

Il caso "Scattering CJ" fa sorgere un interrogativo sulla cremazione e sulla conservazione delle ceneri

La storia delle ceneri di CJ Twomey è molto singolare. Il 14 aprile 2010 alla sola età di 20 anni, il giovane decide di togliersi la vita. Dopo un periodo di grandissima sofferenza, la madre non vuole che suo figlio sia ricordato solo per il suo disperato gesto, ma per quello che era, per la sua umanità, per le sue passioni.

Ceneri in tutto il mondo

CJ era un grande appassionato di viaggi. Così la madre, Hallie Twomey, si prodiga nel creare una pagina Facebook chiamata Scattering CJ in onore del ragazzo, chiedendo a viaggiatori sconosciuti di portare con loro una foto del figlio e una manciata delle sue ceneri da spargere perché «lui non è riuscito a vedere il mondo – ha detto la madre del ragazzo – e io gli voglio dare ciò che non ha avuto la possibilità di avere». 

Una storia che fa sorgere un importante interrogativo, specialmente per le persone di fede cattolica: come si comporta la Chiesa rispetto alla conservazione delle ceneri delle persone defunte?

Cremazione o sepoltura?

Nel 2011 la Chiesa italiana aveva sancito la sua "apertura" alla cremazione dei defunti, pubblicando nella nuova edizione del "Rito delle esequie" un'apposita appendice con le preghiere "in caso di cremazione" ribadendo comunque che la sepoltura resta la forma "più idonea a esprimere la fede nella resurrezione" e confermando il no allo spargimento delle ceneri e alla conservazione in luoghi diversi dal cimitero. Monsignor Angelo Lameri, dell'Ufficio Liturgico Nazionale della Cei, aveva spiegato che non era stata recepita la proposta di prevedere che nei cimiteri si potessero versare le ceneri su un fazzoletto di terra consacrata in modo da trovare un compromesso tra chi chiede la dispersione e l'indicazione canonica. 

Conservazione ceneri

Di seguito riportiamo il passaggio del "Rito delle esequie" in merito alla conservazione delle ceneri. Trattandosi di un libro liturgico, costituisce un testo di particolare autorevolezza: «La prassi di spargere le ceneri in natura oppure di conservarle in altri luoghi diversi dal cimitero, come, ad esempio, nelle abitazioni private, solleva molte domande e perplessità. La Chiesa ha molti motivi per essere contraria a simili scelte che possono sottintendere concezioni panteistiche o naturalistiche. Soprattutto nel caso di spargimento delle ceneri o di sepolture anonime si impedisce la possibilità di esprimere con riferimento a un luogo preciso il dolore personale e comunitario. Inoltre si rende più difficile il ricordo dei morti, estinguendolo anzitempo. Per le generazioni successive la vita di coloro che le hanno precedute scompare senza lasciare traccie» (Conferenza episcopale italiana, Rito delle esequie, Città del Vaticano 2011, 206). La nuova edizione del "Rito delle esequie" aveva però evitato di concludere che la dispersione o la conservazione in casa delle ceneri debbano considerarsi necessariamente segno di una scelta compiuta per ragioni contrarie alla fede cristiana e che pertanto comportino la privazione delle esequie ecclesiastiche. Una simile conclusione finirebbe in effetti per risultare un processo alle intenzioni del defunto. (cf. G. Cioli – C. Nardi, «La dispersione delle ceneri dei defunti. Problemi teologici, giuridici e pastorali», in Vivens homo 20 [2009], 393-404).

La dottrina cattolica resta dunque quella già conosciuta: "La Chiesa accetta la cremazione, se non è decisa in odio alla fede, cioè per negare la risurrezione dei corpi proclamata nel Credo, ma non la incoraggia". 

Di seguito alcune immagini riportate sulla pagina Scattering CJ che testimoniano come le sue ceneri stiano già facendo il giro del mondo:

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