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Tribunale per i Diritti Umani: l’Europa non può essere costretta a ridefinire il matrimonio

Court Urged to Not Impose Marriage Redefinition in Italy GFU Marcom photos – it

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Aciprensa - pubblicato il 21/07/14

La Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo “consacra il concetto tradizionale di matrimonio come formato da un uomo e una donna”

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha emesso una sentenza nella quale si segnala che il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso non viola la Convenzione Europea dei Diritti Umani.

In una sentenza datata 16 luglio, la Corte di Strasburgo ha segnalato che mentre “alcuni Stati membro hanno esteso il matrimonio alle coppie dello stesso sesso”, la legge europea stabilisce che il diritto di uomini e donne di sposarsi liberamente “non può costruirsi come l'imposizione di un obbligo sugli Stati membro per permettere l'accesso alle coppie dello stesso sesso”.

La sentenza ha luogo dopo che il richiedente, originario della Finlandia, aveva accusato questo Stato per il fatto di non voler riconoscere il suo cambiamento di sesso, da uomo a donna, realizzato nel 2009.

La Finlandia, che non riconosce il “matrimonio” gay, ha segnalato che non poteva riconoscere il cambio di sesso del richiedente che era validamente sposato con una donna. In ogni caso, è stato spiegato, poteva riconoscere la nuova identità solo se il matrimonio con la moglie si dissolveva mediante il divorzio o la trasformazione dello stesso in un patto civile.

Il richiedente ha indicato che il rifiuto di accettare il “matrimonio” dello stesso sesso (due donne) e il suo impatto sul riconoscimento della sua nuova identità erano una violazione dei suoi diritti umani.

La Grande Chambre della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo ha tuttavia stabilito che il rifiuto della Finlandia di riconoscere le unioni dello stesso sesso non costituisce una violazione della Convenzione Europea per i Diritti Umani.

La Corte ha precisato che, anche se le persone hanno il diritto di “sposarsi ed avere una famiglia”, questo non può essere interpretato in modo tale da accettare il “matrimonio” gay.

L'alta corte ha spiegato che la Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo “consacra il concetto tradizionale di matrimonio come quello formato da un uomo e una donna”.

La Corte ha anche sottolineato che il richiedente non può affermare che “esiste un consenso europeo per permettere il ‘matrimonio’ dello stesso sesso”, visto che solo 10 Stati membri dell'Unione Europea lo riconoscono, mentre la maggior parte dei Paesi riconosce che il matrimonio è l'unione tra un uomo e una donna.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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