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Messico: i bambini “mangiatori di fuoco” e altre forme di sfruttamento infantile

© Public Domain

Jaime Septién - pubblicato il 17/10/13

Nel Paese lavorano più di 3 milioni di bambini

In Messico sono più di 3 milioni i bambini e gli adolescenti tra i 5 e i 17 anni che lavorano mentre dovrebbero essere a scuola per ricevere un'istruzione, sostiene il Modulo sul Lavoro Infantile dell'Inchiesta Nazionale di Occupazione e Impiego (ENOE 2011).

Questa cifra equivale al 12,5% della popolazione infantile di questa fascia d'età. Di questi, 1,1 milioni ha meno di 14 anni, ovvero non ha raggiunto l'età minima per lavorare stabilita dalla Legge Federale del Lavoro. Nel 2011, dei 3 milioni di bambini e bambine occupati il 39.1% non andava a scuola, percentuale che corrisponde a un totale di 1,2 milioni di bimbi e bimbe; su 10, 7 sono bambini e 3 bambine.

La popolazione infantile che lavora si concentra soprattutto nelle zone meno urbanizzate del Messico, dove la percentuale di lavoratori infantili è anche più elevata di quella nelle zone più popolate. La presenza di bambini e bambine lavoratori con meno di 14 anni nelle località più piccole supera quella delle città. Circa 7 lavoratori su 10 tra i 5 e i 17 anni vivono in zone rurali del Messico, gli altri nelle città.

Si deve tener conto che in questa ricerca sono classificati come lavoratori quei bambini e quelle bambine che svolgono un'attività economica, per cui negli oltre 3 milioni di lavoratori infantili del Paese non sono inclusi quelli che cercano di ottenere qualche entrata sorvegliando le macchine per strada, pulendo i parabrezza agli incroci, cantando sui mezzi di trasporto pubblici o offrendo vari tipi di intrattenimento, come i bambini e le bambine “mangiatori di fuoco”, gli acrobati o i comici.

Infanzia oltraggiata

La realtà di sfruttamento che comporta il lavoro infantile supera i meri numeri. Molti di questi bambini lavoratori agisce in un ambiente che non permette una crescita sana e mette in pericolo la loro vita.

Il 28% del totale di bambini e bambine occupati, ovvero circa 850.000, è disposto a correre rischi nel proprio lavoro, ad esempio polvere, gas o fuoco, rumore eccessivo, umidità o temperature estreme, strumenti pericolosi, macchinari pesanti, oscurità eccessiva, prodotti chimici, esplosivi, scariche elettriche.

Tra le attività principali svolte dai bambini lavoratori ci sono la vendita ambulante, la pulizia delle scarpe, il caricamento di pacchi, la pulizia di macchine e parabrezza e i lavori domestici.

Le conseguenze più comuni per lo svolgimento di queste attività sono, tra le altre, il basso rendimento scolastico, la mancanza di frequenza regolare della scuola, violenza, maltrattamenti, inizio precoce della vita sessuale (con la conseguenza di mancanza di informazione sulle malattie a trasmissione sessuale e gravidanze indesiderate), sfruttamento sessuale infantile, consumo di droghe e trasgressione delle leggi.

Tags:
giustizia socialemessicoscuolasfruttamento infantileviolenza
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