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Gli ostacoli che impediscono di entrare in una relazione d’amore

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Se volete uscire dal celibato o dal nubilato, fate attenzione ai numerosi ostacoli che possono impedire la vostra ricerca dell’anima gemella. Ecco alcuni buoni consigli per superarli e costruire una bella relazione amorosa.

di Florence Brière-Loth

Alcuni celibi e nubili soffrono di non potersi decidere per il matrimonio. Le cause possono essere varie, come dei blocchi psicologici, delle paure, delle storie personali difficili… Elisabeth Content, consulente coniugale, da qualche chiave per liberarsi da questi ostacoli e per andare avanti nella vita amorosa.

Oggi, tra i celibi e le nubili, molte relazioni amorose non portano ad un legame definitivo. Per quali motivi?

Ho scoperto che le esitazioni dei celibi e delle nubili non vengono tanto da un egoismo che li avrebbe condotti a non donarsi, ma spesso da blocchi che rendono impossibile una qualsiasi azione. Le cause sono diverse e vanno dalla storia personale a ragioni più generali dovute all’evoluzione della società.

In che modo il passato può ostacolare un fidanzamento?

Nella nostra storia familiare, l’immagine dell’uomo e della donna, quella del matrimonio, può essere stata ferita in noi. È importante guardare a che uomo e che donna erano i nostri genitori per poter identificare le nostre ferite, se uno dominava sull’altro, se erano fedeli. I figli di coppie divorziate, ad esempio, hanno paura di riprodurre la storia dei loro genitori e credono che l’amore sia impossibile. Fortunatamente le ferite, anche se sono dolorose, non sono indelebili. Altri hanno in mente uno schema stereotipato o temono la reazione dei genitori quanto alla scelta del coniuge. Quando l’opinione della famiglia rimane un riferimento così importante, questo attaccamento può essere dannoso.

Alcuni ragazzi idealizzano anche le loro madri e credono che nessuna donna sia degna di lei, o altri hanno sofferto del controllo materno e temono qualsiasi relazione femminile. Altre persone rimangono legati ai loro genitori, tornano a casa troppo spesso. A volte a 32-33 anni non sono ancora diventati adulti.

Anche la sessualità mal vissuta può essere un handicap. Tutte le ferite legate alla sessualità, alle esperienze negative del passato, come la pornografia, i gesti inappropriati, alcuni siti Internet, sono un ostacolo a una relazione d’amore e rendono difficile l’esercizio della sessualità. Diventa sporca e degradante.

Un rapporto d’amore doloroso o un’infanzia difficile sono ostacoli per credere nella felicità e andare verso l’altro. L’amore dell’altro ci rinvia subito il positivo ma anche il negativo della nostra personalità. È difficile prendere coscienza che siamo imperfetti. L’altro diventa pericoloso perché ci costringe a guardare le nostre zone d’ombra. Cosa fare allora di questo passato?

Possiamo gestirlo?

È fondamentale identificare le proprie ferite personali, accettarle, lavorare per guarirle. Pensare che l’amore potrà sistemare tutto è un’illusione, anche se può essere di grande aiuto. Ti dà fiducia, ma non può fare tutto. Ognuno è responsabile di ciò che fa con la propria storia. Altrimenti si rischia di dare la colpa all’altro per le difficoltà che emergono nel rapporto e che, di fatto, provengono dal nostro passato.

Quali altri blocchi avete notato nei celibi e nelle nubili?

Spesso c’è un errore sullo scopo dell’amore. Molti ritengono che amare significhi rendere felice l’altra persona, ma si mettono un peso enorme sulle spalle. La felicità è un frutto dell’amore. Ci impegniamo ad amarci, ad essere compagni di strada ma non a renderci felici.

C’è soprattutto un errore di giudizio, abbastanza diffuso, su cosa significhi amare. Spesso sento dire: “Sto con qualcuno, ma non lo amo”. In realtà amano, ma di fronte al divario tra l’immagine ideale e la persona reale, dubitano. Per loro l’amore deve imporsi come un’evidenza, ma si può amare senza passione, senza uno slancio appassionato.

A volte i celibi e le nubili finiscono per perdere fiducia in loro stessi. Come possiamo aiutarli a ritrovare uno sguardo positivo?

È un lavoro difficile. Spesso, quando cominciano una relazione amorosa, sono in grado di riguadagnare la loro autostima. Ma a volte si sentono indegni di questo amore e diventano dipendenti, in un rapporto molto fusionale. Allora lavoro con loro per aiutarli ad essere loro stessi, per insegnare loro ad esprimere i loro desideri più profondi, a non temere i conflitti. Mostro loro che possono dire di no, esistere senza che l’altro cessi di amarli.

Che cos’è, in realtà, l’amore?

Anche all’interno di una coppia, la concezione dell’amore è spesso diversa, e qui sta la complessità del rapporto. Che cos’è l’amore? Per una giovane ragazza che mi ha consultato, amare significava ammirare. Non riusciva a vederlo diversamente. Per altri, amore significa passione. “Se non ammiro il mio compagno, o se non ho un impulso appassionato nei suoi confronti, significa che non lo amo?” La passione è una delle facce dell’amore, molto alla moda nella nostra società, ma non possiamo lasciare da parte il dono di sé, l’affetto, i regali, il tempo insieme. Ci sono mille modi per amare. Un giorno ho ricevuto una coppia: per il marito bastava la presenza della moglie per la sua felicità, mentre lei desiderava dei momenti privilegiati a due. Infatti, amare significa desiderare soprattutto il bene dell’altro, stare bene in sua compagnia, e voler costruire una vita con lui.

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