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Brontoloni e brontolone: e se poteste smettere di brontolare per davvero?

Pathdoc / Shutterstock

Edifa - pubblicato il 14/06/20

Siete dei brontoloni professionisti? Ma questa brutta abitudine stanca voi e anche chi vi circonda. E se poteste sbarazzarvene in 21 giorni?

di Elisabeth Caillemer

“Non ce la faccio più a sopportare questo disordine”, “Ma da quanto tempo sai di dover consegnare questa relazione? ”, “Che cosa ho fatto al Buon Dio? “, ” Sono stanca”, “Ma perché questo computer è così lento? “…Tempo, lavoro, figli, coniuge… Ci sono molti motivi per brontolare in un giorno, anche durante la quarantena. E se si cambiasse un po’ ritornello? E se abbandonaste definitivamente questa brutta e sterile abitudine di brontolare, che avvelena la vostra vita e quella del vostro entourage?

Un braccialetto per motivarti

In “Basta brontolare!” La consigliera familiare Christine Lewicki rivela i segreti di un metodo semplice del quale ha testato l’efficacia: smettere di lamentarsi in 21 giorni. Madre di tre figli, ammette di essersi lanciata la sfida, in una sera di depressione: “Sono crollata sul letto pensando che la mia giornata fosse stata davvero brutta. E poi mi sono resa conto che era una giornata normale e ordinaria della mia vita, e che ne avrei avute ancora un sacco di simili da vivere! Ho capito che dovevo trovare un modo per non subire più il mio quotidiano e che se volevo una vita migliore dovevo cambiare. Mentre ci riflettevo, mi sono resa conto che quello che mi logorava erano tutti quei momenti in cui brontolavo tanto”.

“Lamentarsi significa incolpare l’altra persona per averci messo in una situazione frustrante”, spiega la specialista. “Smettere di lamentarsi significa decidere di non più recitare il ruolo della vittima e di riprendere le redini della propria vita.” Perché 21 giorni? Perché i ricercatori americani sono convinti che i nostri cervelli hanno bisogno di una buona ventina di giorni per liberarsi di un’abitudine e sostituirla con un’altra. Ma attenzione, deve essere di ventuno giorni consecutivi, domenica compresa, senza alcuna ricaduta. Per motivarsi, Christine Lewicki suggerisce di indossare un braccialetto che deve rimanere sullo stesso polso per tutta la cura di disintossicazione. Alla minima lamentela, il braccialetto cambia braccio e si ricomincia a contare.

Ok! Cominciamo con un lifting comportamentale!

Per iniziare, fate una lista delle vostre solite lamentele, chiedetevi poi se non tendete ad esagerare i fatti per essere ascoltati meglio o per essere compatiti. “Non ce la faccio più”, “Sono sempre io che mi occupo di tutto”… Ripetendo queste piccole frasi, si finisce per convincersi della loro veridicità. “Quando brontoliamo, lasciamo che le nostre idee negative prendano vita e che le nostre lamentele interferiscano nelle nostre conversazioni, relazioni e nella nostra vita quotidiana… a poco a poco diventano la nostra vita, la nostra identità. Finiamo persino per credere ad esse!” avverte il coach. Prima soluzione: smettere di drammatizzare e trovare le parole giuste per descrivere una situazione.

Studiate poi più attentamente la vostra lista. Vi accorgerete che alcune ragioni per le quali vi lamentate possono essere semplicemente cancellate, basta un po’ di forza di volontà e di organizzazione. Per esempio, è abbastanza facile eliminare il classico “Sbrigatevi a venire a tavola” invitando tutti i membri della famiglia a tavola 15 minuti prima dell’inizio del pasto. Riunioni, compiti dei bambini, pasti… È importante anticipare tutto per non essere colti alla sprovvista all’ultimo minuto.

E se sceglieste la felicità?

Seconda soluzione: evitate di ritrovarvi in una situazione di crisi di nervi. Analizzando più a fondo questo riflesso di brontolare di fronte ad una contrarietà, Christine Lewiciki osserva anche che tendiamo a pensare che tutto andrebbe meglio se il nostro ambiente cambiasse, che la vita sarebbe più bella senza tutti i vincoli quotidiani. Ma “la nostra felicità dipende da noi, non dalle circostanze esterne. Viene dal modo in cui vediamo le piccole cose della nostra vita quotidiana”, dice l’esperto. È la storia che si ripete del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno: scegliere l’uno rispetto all’altro è una questione di volontà.

Santa Teresa di Lisieux l’ha spiegato splendidamente: “L’unica felicità sulla Terra è applicarsi sempre di trovare deliziosa la parte che Gesù ci dà.” Questa capacità di felicità, secondo degli specialisti americani del cervello, non è più difficile da imparare che giocare a tennis o suonare uno strumento musicale! Quindi, terza soluzione: scegliere volontariamente la felicità.

Festeggiate, ringraziate, rendete grazie a Dio invece di lamentarvi

Sì, ma quando si è assuefatti al brontolare, non c’è il rischio di astinenza? Esiste un rimedio anti-lamentele? “Coloro che hanno cercato di smettere di lamentarsi hanno improvvisamente scoperto che c’erano molti silenzi nella loro conversazione”, dice Christine Lewicki. È noto che la natura aborra il vuoto, “Quindi è importante sostituire le vostre lamentele con delle parole che lodano”, conclude. Festeggiare, ringraziare, rendere grazie per ciò che abbiamo la fortuna di possedere. Non è quella che possiamo chiamare finalmente “la melodia della felicità”?

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