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Cosa dice la Bibbia sulla “sindrome del nido vuoto”?

DIVORCE
Zivica Kerkez - Shutterstock
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Vedere i nostri figli lasciare casa non è mai semplice. D’un tratto, la casa diventa vuota e silenziosa. Come vivere questa tappa inevitabile e talvolta così dolorosa?

Per affrontare la “sindrome del nido vuoto”, numerosi santi possono venire in nostro aiuto, e primi fra tutti san Giuseppe e la Vergine Maria. Possiamo meditare sull’episodio di Gesù, perduto e ritrovato nel Tempio, dove si scontra con l’incomprensione dei Suoi genitori Maria e Giuseppe ai quali dice: “Non sapevate che Io devo occuparMi delle cose del Padre Mio?” (Lc 2,49) Gesù si afferma come persona nel mistero della Sua autonomia e della Sua missione. Questo episodio ci insegna che c’è sempre una parte di mistero nella personalità dei nostri figli – il mistero della persona e della sua missione nel mondo.

La partenza dei figli, l’inizio di una nuova relazione

Seguendo l’esempio di Maria e Giuseppe, i genitori sono invitati a farsi da parte e a lasciare il proprio figlio libero di esprimere ciò che è diventato. Devono fidarsi di lui, anche perché nel corso della sua vita l’hanno educato affinché potesse diventare un giorno autonomo e capace di prendere delle decisioni da solo, per sé e per gli altri. Questa separazione infatti non implica in alcun modo la fine dell’affetto tra genitori e figli.

Nella Bibbia, Dio crea sempre a partire da una separazione, per poi riunire in un modo più grande. Nel libro della Genesi Egli separa l’uomo dalla donna, per poi riunirli in un’alleanza d’amore. La partenza dei figli non corrisponde quindi ad una scomparsa, ma conduce ad una relazione diversa, più profonda e più bella. Genitori e figli infatti si relazioneranno in modo differente: i figli lasciano il rapporto di dipendenza ed entrano in un rapporto d’amore e d’amicizia con i loro genitori, in uno scambio più elevato.

Etienne Ducornet

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