
Autorealizzazione e dono di sé nella visione cristiana
“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” Lc 9, 23


“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” Lc 9, 23

Momenti di crisi nella coppia ci sono. Conoscere gli atteggiamenti che possono diventare ostacoli insuperabili ci aiuta a non lasciarci sopraffare.

Che strana beatitudine è questa, di chi desidera la giustizia. Sentiamo i morsi della fame, ci brucia la gola per l'arsura ma è solo sapendo attendere e lasciando a Dio il ruolo di giudice, poiché è Padre, che possiamo camminare nel mondo senza soccombere all'impotenza e senza cedere alla tentazione della violenza, per la fretta di farci giustizia da soli. Ogni uomo, anche quello che sembra meritarselo meno, chiede lo stesso sguardo di bene su di sè.

«Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» non significa affatto che dobbiamo imporci la disciplina di trattenere la rabbia, ma crescere nella consapevolezza che la tenerezza di Dio è casa nostra.

La vera accoglienza non è un sentiero di sì incondizionati, ma chiedersi: qual è il bene in questa situazione per me e per l’altro? C'è dunque un tempo molto fecondo che passa dal dire no.

La nostra logica va in controcircuito nel riconoscere il pianto come beatitudine: non è l'esperienza del dolore da esaltare, ma la certezza che la consolazione non è un'illusione e dobbiamo consegnarci all'abbraccio di Dio.

E poi: chi sono questi poveri che già su questa terra possono fare esperienza dell'abbraccio del Cielo? Che sia un invito personale a ciascuno di noi?

L'inno alla carità di San Paolo può diventare la nostra agenda quotidiana, lì ci sono le premesse e le promesse di quell'Amore che ci precede, ci segue e ci avvolge (... e non nasconde fregature).

Guardando una bimba che col suo sorriso silenzioso gridava il bisogno di essere amata, ho ritrovato la gioia delle Beatitudini: solo Dio ci mostra un tesoro dove noi vediamo ferite e dolore.

Un libro coraggioso, al servizio degli sposi, dei fidanzati, degli uomini e delle donne. Antonio e Luisa De Rosa hanno mostrato il loro cammino di sposi cristiani illuminati dalla Parola e nutriti dal Sacramento per invitare altri a riprendere con gioia lo stesso percorso. Non sappiamo di quale ricchezza davvero possiamo disporre!

La misura dell'accoglienza di Dio non è meritocratica, ma piena di una misericordia che pregusta la gioia di un ritorno quando ancora l'anima dell'uomo è persa nei suoi tentativi egoisti

La vita famigliare spesso è faticosa e dura, ma lì Gesù ti aspetta per abbracciarti e invitarti a non stagnare nell'amarezza delle debolezze reciproche.

Nel cammino di ogni giornata molte sono le tentazioni di andare per sentieri secondari, spesso si è stanchi di proseguire. "Cosa cerchi?" chiede Gesù per ricordarci che la meta è un Amore capace di sanare tutti i nostri dubbi e le fragilità.

Come per Adamo ed Eva il peccato ci fa scandalizzare della nostra nudità, vogliamo nasconderla. Invece proprio tutta la nostra fragilità è occasione per vivere un amore somigliante a quello di Dio per noi.

Dio ama l'uomo e lo protegge dall'autodistruzione del narcisismo e della superbia: non ci renderà felici sentire di avere il controllo su tutto, ma tenere la mano a Chi ci custodisce ogni istante.

Un cammino di 10 giorni, la fatica dei passi e poi la gioia dell'accoglienza a Santa Maria degli Angeli: il racconto di una famiglia che l'ha vissuto.

Il riposo, come Dio ci mostra, è per ammirare, benedire, compiacersi della bellezza: così per noi le vacanze in famiglia.

Come guardiamo al nostro coniuge e ai figli? Le nostre aspettative li schiacciano? Sappiamo apparecchiare e imbandire tavole di vera accoglienza e ristoro per i nostri cari e per l'altro?

C'è un modo per vivere ogni legame senza soffocarlo né idolatrarlo? Sì, è fissare la relazione intensa, tenera e profonda che lega in un vortice d'amore il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Più cresci, più è difficile educarti e insieme lasciarti libero. Ma già quando sei nato ho capito che non eri mio, e sopra la tua culla termica c'era l'icona della Madonna.