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Terremoto in Siria: muore Don Emad, schiacciato dalle macerie

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 07/02/23

Aiuto alla Chiesa che Soffre dà la notizia della prima vittima tra i religiosi nei luoghi del terrificante sisma di Turchia e Siria

C’è la prima vittima tra i religiosi cattolici in Turchia e Siria, colpite duramente dal terremoto che ha causato, al 7 febbraio 2023, oltre 5000 morti accertati: un prete è morto schiacciato sotto le macerie della Curia di Aleppo.  

Chi è il sacerdote morto sotto le macerie?

La notizia l’ha data la fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre: si tratta di Don Emad Daher, morto nel crollo della residenza dell’Arcivescovo emerito dei greco-cattolici melchiti di Aleppo, in Siria, mons. Jean-Clement Jeanbart

Il vescovo salvo per miracolo

Monsignor Jeanbart è risultato miracolosamente illeso e attualmente è in ospedale per le ferite riportate; le sue condizioni sono stabili. Un altro cristiano, che si trovava nell’edificio al momento del sisma, è deceduto.

Le immagini del terremoto in Turchia e Siria

Molti altri cristiani sarebbero morti 

Molte città e paesi della Siria con una significativa popolazione cristiana, come Aleppo, Homs, Lattakia e Hama, sono state gravemente colpite dal terremoto. Aiuto alla Chiesa che Soffre ha ricevuto segnalazioni non ancora confermate di morti nelle comunità cristiane di Aleppo e Lattakia e di decine di feriti tra i cristiani di Hama.

Gli edifici religiosi che hanno subito più danni

Le prime informazioni riguardano seri danni strutturali ad alcuni edifici come la cattedrale siro-ortodossa di San Giorgio, ad Aleppo, la chiesa francescana a Lattakia, nonché danni minori al Centro della Speranza sostenuto da Aiuto alla Chiesa che Soffre, sempre ad Aleppo.

Il racconto del terremoto di padre Karakach

«Due scosse di terremoto fortissime, un inferno. Mai sentito nulla del genere», spiega in perfetto italiano a La Stampapadre Bahkat Elia Karakach, parroco francescano di Aleppo che coordina nella martoriata città siriana gli aiuti della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. 

“Una bomba in convento”

Il religioso continua il suo drammatico racconto: «Un boato, come fosse esplosa una bomba in convento. Terremoto fortissimo, 50 condomini crollati qui ad Aleppo. Sotto i palazzi sbriciolati dal sisma c’è tanta gente. Impossibile dire ora quanti siano i morti. Stavamo dormendo tutti e siamo usciti in strada alle 4 di notte in mezzo alle macerie. Criticità imprevedibili, soccorsi impossibili».

Senza acqua ed elettricità 

«Una situazione estrema, panico totale. Gente che scappava scalza al buio sotto la pioggia e con il freddo terribile di questi giorni. Qui adesso è un disastro e a complicare ulteriormente la situazione sono le condizioni climatiche molto difficili. Già prima del terremoto la luce elettrica c’era nelle case solo un paio d’ore al giorno. Ora siamo totalmente senza acqua né elettricità. Tremiamo al buio, al gelo e continua a piovere. Ci sono macerie ovunque», afferma padre Karakach.

I momenti peggiori

I primi momenti dopo la scossa di terremoto delle 4.17 «sono stati i peggiori. Il caos assoluto, l’incertezza su qualunque cosa. Anche la parrocchia è stata danneggiata dal sisma. Accogliamo gli sfollati nelle parti ancora agibili», prosegue il religioso, il quale aggiunge che in chiesa «ogni giorno facciamo la mensa per i poveri con 1.200 coperti. Oggi le cucine raddoppieremo i pasti offerti. Cerchiamo di soccorrere tutti quelli che si rifugiano da noi nel panico». 

Le scene di cui Padre Karakach è testimone sono spettrali. «Nelle strade solo urla a spezzare un silenzio angoscioso, irreale».

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