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Cinque consigli di San Benedetto all’inizio dell’anno nuovo

Detail of stained glass window depicting face of St. Benedict of Nursia

Nancy Bauer | Shutterstock

Matilde Latorre - pubblicato il 29/12/22

Il fondatore dell'Ordine benedettino ha lasciato nella sua Regola consigli essenziali per ogni cristiano che vuole fare dell'anno che inizia un cammino verso l'unione con Dio

San Benedetto di Norcia, fondatore dell’Ordine benedettino nel VI secolo e patrono d’Europa, offre cinque consigli essenziali per dare un senso alla propria vita nell’anno nuovo che inizia.

La sua Regola, insieme di orientamenti che ha guidato la vita di migliaia e migliaia di contemplative e contemplativi nel corso della storia, è anche motivo di ispirazione per qualsiasi persona che voglia crescere nel suo rapporto con Dio, con gli altri e con il creato.

Ecco alcuni consigli di San Benedetto per vivere con senso l’anno che sta per iniziare:

1Cercare la verità

Dire la verità con il cuore e con la bocca”

Ecco il consiglio che San Benedetto lasciava a ogni cristiano: cercare la verità in tutto quello che si fa e si dice, ed essere sempre sinceri con se stessi.

L’inizio dell’anno nuovo ci offre l’opportunità di compiere una riflessione onesta su noi stessi. È un momento privilegiato per realizzare un bilancio di quello che ci avvicina a Dio e agli altri e di quello che invece non lo fa. Partendo da questa riflessione, si possono stabilire mete e obiettivi che ci aiutino a crescere e a migliorare quest’anno.

2Con umiltà

Quando vedi qualcosa di buono in te, attribuiscilo a Dio, non a te stesso”

San Benedetto mette in guardia di fronte al pericolo del volontarismo, ovvero pensare che si possa raggiungere la santità solo con i propri sforzi. Questo modello crea sicuramente cristiani puri come angeli, ma anche orgogliosi come demoni.

Anziché confidare nei propri meriti, Benedetto invita a riconoscere i propri limiti, e in questo modo a dipendere da Dio in ogni momento. 

“Per grazia di Dio son quello che sono”, scrive Benedetto nella Regola citando San Paolo (1 Cor 15,10). E aggiunge: “Chi vuole gloriarsi, si glori nel Signore” (2 Cor 10,17).

3Soccorrere i poveri

Soccorrere i poveri, vestire gli ignudi, visitare gli infermi…”

San Benedetto non si limita a chiedere aiuto per i poveri, perché nella Regola esorta a “soccorrerli”. La sua esortazione è particolarmente significativa, perché molti monaci vedevano la loro consacrazione a Dio come un modo per fuggire dal mondo e dagli altri, compresi i poveri.

“Si interessi dei malati, dei ragazzi, degli ospiti e dei poveri con la massima diligenza, ben sapendo che nel giorno del giudizio dovrà rendere conto di tutte queste persone affidate alle sue cure”, scriveva San Benedetto.

“Specialmente i poveri e i pellegrini siano accolti con tutto il riguardo e la premura possibile, perché è proprio in loro che si riceve Cristo in modo tutto particolare”.

Nei nostri rapporti con gli altri, Benedetto offre il suo consiglio più pratico: “nell’eventualità di un contrasto con un fratello, stabilire la pace prima del tramonto del sole”.

4Lavoro

L’ozio è nemico dell’anima”

Secondo la Regola di San Benedetto, il lavoro costituisce una forma di adorazione e un modo di imitare Gesù, che si è dedicato al lavoro manuale come falegname. 

Lo slogan ispirato a San Benedetto, “Ora et labora”, “Prega e lavora”, come descrizione della vita del monaco significa che il lavoro è una forma di preghiera, e la preghiera una forma di lavoro. 

Ciò vuol dire che il lavoro è importante quanto la preghiera. La meta per il cristiano, la santità, può essere raggiunta seguendo questa duplice via, e il lavoro, bisogna sottolinearlo, è inoltre uno dei principali spazi di socializzazione. 

Pregare e lavorare, quindi, uniscono terra e cielo, sacro e profano, immanenza e trascendenza, uniscono le persone e le legano.

5Preghiera frequente

Dedicarsi spesso alla preghiera”

Per San Benedetto, la preghiera costante è un modo per mantenersi in un rapporto continuo con Dio e cercarne in ogni momento la guida e la grazia. Per questo motivo, nella sua Regola il santo raccomanda di dedicare sempre del tempo alla preghiera, anche mentre si lavora.

Il patrono d’Europa ritiene che i momenti di preghiera non debbano essere interminabili: “Perciò la preghiera dev’essere breve e pura, a meno che non venga prolungata dall’ardore e dall’ispirazione della grazia divina”.

Benedetto ha sottolineato in particolare l’importanza della preghiera personale e della meditazione, raccomandando soprattutto la lettura meditata della Bibbia.

Attribuisce poi grande importanza alla partecipazione alla liturgia, in particolare la Messa, parte centrale della vita della Chiesa, con cui i credenti esprimono la propria fede in Dio e l’unione tra loro.

Conclusione

Non disperare mai della misericordia di Dio”

E se durante l’anno cadiamo o non siamo all’altezza dei nostri propositi, San Benedetto lascia nella Regola il suo consiglio più prezioso: “Non disperare mai della misericordia di Dio”.

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