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Veglia sulla tomba di San Nicola per invocare il suo “potente intervento”

ST NICHOLAS BARI

Courtesy of Bret Thoman

La tomba di San Nicola.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 09/12/22

La diocesi di Bari e la Cei organizzano la veglia di preghiera: ecco quale sarà la richiesta di intercessione per il santo

“Oggi ho l’onore di annunciarvi che la Chiesa Italiana, nella persona del Cardinale Matteo Zuppi (presidente Cei, ndr) sarà a Bari, il 21 dicembre, per elevare una invocazione di pace, presiedendo una veglia di preghiera che si terrà qui, sulla tomba del nostro amato San Nicola. Sarà uno spazio di grazia a cui si uniranno le altre diocesi italiane. E diverrà momento forte per elevare la nostra supplica al Signore, per intercessione di San Nicola, il vittorioso“.

Lo annuncia l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, in occasione dell’omelia per le celebrazioni di San Nicola, patrono di Bari (Ansa, 6 dicembre).

Rosyjska ikona świętego Mikołaja
Un’antica icona di San Nicola.

“Venerato sia dai Cattolici che dagli Ortodossi

In una nota, la Cei sottolinea che “in un momento di grandi conflittualità, con una escalation terribile nel cuore dell’Europa”, la Chiesa in Italia vivrà, attraverso la veglia, “un momento di preghiera per la pace sulla tomba di San Nicola, santo venerato sia dai Cattolici sia dagli Ortodossi (e molto a cuore al popolo ucraino e a quello russo)“. 

Si rischia di “offuscare” il Natale

La veglia di preghiera, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, si svolgerà il 21 dicembre nella Basilica di San Nicola, alle 18.30. A guidarla sarà il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. “Viviamo giorni difficili e li affrontiamo – sottolinea il card. Zuppi – con sentimenti contrastanti, perché le paure e l’angoscia causate dalla guerra, dalle guerre, rischiano di offuscare la luce del Natale”. 

Cardinal-Matteo-Maria-Zuppi-AFP

Il Bambino e la guerra

“Per questo – prosegue Zuppi -, vogliamo pregare, insieme, per invocare il dono della pace nel cuore di ciascuno e sull’umanità intera. Per ritrovare, in quel Bambino che nasce, la tenerezza che permette di scorgere nell’altro un fratello e una sorella e la forza per spezzare le catene del male che imprigionano il mondo. Chiediamo l’intercessione di San Nicola, uomo di pace e di comunione, perché chi regge le sorti delle nazioni sappia anteporre l’amore all’odio, il bene comune agli interessi particolari, il dialogo al rumore delle armi”.

“Un ponte tra cielo e terra”

“San Nicola – sottolinea il vescovo Satriano – è ancora oggi per noi e per tutta la cristianità, in particolare per i fratelli d’Oriente, quel ponte tra cielo e terra a cui consegnarsi nei momenti difficili e di grande disperazione”. 

Il potente intervento di San Nicola 

“Dinanzi alla guerra scoppiata tra cristiani nella vicina Ucraina – rileva l’arcivescovo – noi non possiamo rimanere indifferenti e dobbiamo spendere la nostra vita a favore di una soluzione del conflitto, che tanto dolore sta portando nelle case degli ucraini e dei russi. È per tale ragione che dobbiamo assediare San Nicola e chiedere il suo potente intervento, lui che è caro al cuore delle Chiese che sono in Ucraina e in Russia”. 

L’atto più rivoluzionario 

“È per tale ragione – aggiunge Satriano sulla veglia di preghiera – che non dobbiamo indebolire il nostro impegno e pregare incessantemente per tutte le popolazioni afflitte dalla guerra. Invocare la pace è l’atto più rivoluzionario che la storia possa conoscere. Poiché richiede il coraggio di disarmare i cuori da ogni forma di orgoglio e ricercare quella fraternità necessaria per costruire una umanità rinnovata”. 

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