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La santa che venne impiccata per aver salvato un sacerdote

MARGARET WARD

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Sandra Ferrer - pubblicato il 08/12/22

Margherita Ward subì l'intolleranza religiosa del regno di Elisabetta I d'Inghilterra

Quando, a metà del XVI secolo, l’Inghilterra fondò la propria Chiesa e si separò dall’autorità di Roma, iniziò un periodo di persecuzioni contro i difensori della fede cattolica. Dopo un breve respiro durante il regno di Maria Tudor, l’ascesa al trono di Elisabetta I complicò ulteriormente le cose. Furono molti gli uomini e le donne che vennero segnalati e costretti a convertirsi dietro minaccia di essere giustiziati. Molti di loro accettarono il martirio, rifiutando di rinnegare il proprio credo.

Santa Margherita Ward fu una di quelle persone integre e coerenti con le loro decisioni. Di lei sappiamo che nacque nella località inglese di Congleton, nel Cheshire, verso il 1550. Si sa poco di più della sua vita privata, tranne che apparteneva a una famiglia agiata e che professava la fede cattolica. Margherita si trasferì a Londra, dove si mise al servizio della signora Whitall come dama di compagnia.

Le persecuzioni e le torture nei confronti dei cattolici erano note a tutti nell’Inghilterra governata da Elisabetta I. Maria Tudor era morta nel 1558, dopo un breve regno di appena cinque anni. Dopo la sua morte, il cattolicesimo entrò in un momento complicato, ma i suoi fedeli non si rassegnarono e continuarono a difendere i propri diritti.

Margherita non era disposta a rinnegare la sua fede, e la vita la mise in una situazione in cui avrebbe dimostrato che le sue non erano solo parole. Conoscendo il caso di un sacerdote rinchiuso e torturato nella prigione di Bridewell, non esitò ad accorrere in suo aiuto.

Le misure di sicurezza erano estreme, e ogni volta che si entrava veniva registrati insieme ai propri averi. Quando Margherita Ward vide padre Richard Watson rimase commossa. Il presbitero era chiuso da un mese in una cella troppo piccola per poter stare in piedi, era ammanettato e non riceveva cibo.

Era sul punto di morire di inedia, e lei riuscì ad aiutarlo. Dopo qualche giorno, padre Watson venne trasferito in una cella più grande. All’epoca i carcerieri erano ormai abituati a vedere Margherita Ward che faceva visita al prigioniero, e smisero di controllare in modo dettagliato i suoi ingressi e le uscite. Lei ne approfittò per fare qualcosa che sapeva bene che avrebbe potuto costarle la vita.

Nascosta in una cesta in cui abitualmente portava cibo per il sacerdote, mise una corda che avrebbe potuto servire a padre Watson per fuggire. Margherita Ward si era messa in contatto con un altro cattolico, di nome John Roche, che aspettò sotto la prigione, nascosto in una barca, per portare a termine la fuga.

Il piano di Margherita andò come aveva sperato, e padre Watson riuscì a fuggire da una morte certa. Nella fretta del momento, però, il sacerdote lasciò appesa la corda alla finestra della sua cella.

Le autorità incolparono rapidamente Margherita, praticamente l’unica persona che gli faceva visita con tanta assiduità. Arrestata, venne incarcerata e sottoposta a tortura. Sospesa in aria, legata per i polsi, subì vessazioni di ogni tipo prima di essere condannata a morte. Le autorità le diedero una via d’uscita. Se avesse rinnegato la fede cattolica e chiesto perdono alla regina Elisabetta, sarebbe stata liberata. Lei non accettò.

Il 30 agosto 1588, Margherita Ward, insieme ad altri cinque cattolici, sacerdoti e laici, tra i quali John Roche, salì sul patibolo e venne impiccata. Papa Paolo VI l’ha canonizzata il 25 ottobre 1970 insieme ai cosiddetti “quaranta martiri di Inghilterra e Galles”. Ricordata da tutti come “la perla di Tyburn”, Margherita non è caduta nel dimenticatoio, e in molti angoli della sua Inghilterra natia la testimonianza di fede che ha offerto viene ricordata con immagini e statue in varie chiese cattoliche.

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