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“Dio, dammi forza…”: le preghiere nelle stanze delle torture a Kherson

Rifugio in Ucraina

ARIS MESSINIS/AFP/East News

Aleteia Polonia - pubblicato il 28/11/22

C'era una croce sul pavimento, e le preghiere dei prigionieri torturati erano incise sulle pareti

Nella regione ucraina di Kherson, liberata l’11 novembre, sono stati trovati 11 luoghi di detenzione, incluse 4 stanze delle torture. Gli occupanti russi ci hanno imprigionato le persone che rifiutavano di collaborare con loro. Le vittime sono state torturate nei sotterranei di case private e istituzioni educative e in un negozio di alimentari.

modlitwy wydrapane na ścianach sal tortur w Chersoniu

“Non c’erano bagni né mobilio di base, e ci sono incisioni sulle pareti che indicano il numero di giorni in cui la nostra gente è stata in queste condizioni”, ha reso noto il commissario per i Diritti Umani del Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, che ha visitato uno dei luoghi di tortura di Kherson.

Un uomo che ha trascorso 24 giorni nella stanza delle torture ed è sopravvissuto alle sevizie ha affermato che gli occupanti hanno utilizzato vari metodi di tortura. Il peggiore è stato l’elettroshock, che gli ha fatto perdere conoscenza.

Mentre erano nella stanza delle torture, quelli che potevano farlo pregavano per i bambini, per gli aiuti al Paese e per l’esercito. Come a Vowgansk, liberato agli inizi di ottobre, i prigionieri hanno inciso icone di santi e preghiere sulle pareti delle stanze delle sevizie.

Pavlo Sushko, vicepresidente del Comitato per la Politica Umanitaria e di Informazione della Verkhovna Rada dell’Ucraina, ha affermato: “Abbiamo visto queste iscrizioni sulle pareti delle camere delle torture con i nostri occhi. Icone disegnate da persone che sono state trattenute lì dagli occupanti. Date incise di giorni vissuti e testi di preghiere. È difficile immaginare quali orrori vi abbiano avuto luogo”.

La regione di Kherson è stata una delle prime ad essere attaccate dai Russi, che l’hanno occupata quasi completamente in due settimane.

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guerraucraina
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