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Sacerdote di 101 anni: “Posso ancora lavorare, e voglio lavorare”

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Jesús Abrego.

Jesús V. Picón - pubblicato il 10/10/22

Di origine spagnola, don Luis ha battezzato più di 4.000 bambini negli Stati Uniti

Luis Urriza Tres è nato a Lerín (Navarra, Spagna). Ha vissuto 70 anni negli Stati Uniti come sacerdote e ha amministrato più di 4.000 Battesimi.

Dopo aver compiuto 100 anni è tornato in Spagna, lasciando una folla di amici e fedeli a Beaumont, in Texas.

Oggi, a Móstoles, non vuole riposare, e continua a voler confessare e celebrare l’Eucaristia.

A che età ha sentito la vocazione sacerdotale?

Avevo 12 anni.

Qual è il suo ordine religioso?

Gli Agostiniani.

«È stata mia madre a darmi la vocazione»

È entrato tra gli Agostiniani a 12 anni?

Sì. Non pensavo a queste cose, pensavo a giocare, ma un pomeriggio mia madre mi ha detto: “Luis, domani andiamo al seminario”. Sono andato con lei, era il 14 settembre 1936. È stata mia madre a darmi la vocazione, era molto religiosa. È avvenuto per sua ispirazione.

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Non è stato difficile per lei?

No. Studiavamo e avevamo momenti per giocare.

Da che età ha usato l’abito?

Nel noviziato, a 15 anni.

Ha vissuto vari eventi storici…

Sì. Ho vissuto la Guerra Civile Spagnola (1936-1939), alla quale vari compagni seminaristi sono stati chiamati. Per fortuna sono tornati tutti.

Quando è stato ordinato sacerdote?

Il 18 giugno 1944 a Pamplona. È stata mia madre ad avvisare il superiore del fatto che c’erano delle ordinazioni a Pamplona e ci hanno portati.

Cos’ha significato quel giorno per lei?

Per me è stato un giorno fondamentale.

Quando è andato negli Stati Uniti?

Non avevo intenzione di andare negli Stati Uniti. In seminario ero molto stanco e ho detto al superiore che dovevo andare dal medico, dallo specialista. Mi ha detto che dovevo chiedere il permesso al padre provinciale. Quando l’ho visto gli ho detto:

“Ho questo problema, devo andare dallo specialista perché mi fa molto male la schiena”. Mi ha detto: “Sì, quando andrai a León”.

Alla fine mi hanno detto di andare a León, di rimanervi qualche giorno e poi tornare.

Un foro al polmone

Sono andato dallo specialista, mi ha guardato e mi ha detto che avevo un foro nel polmone dal quale usciva l’aria, ed era quello a provocarmi quel dolore terribile. Mi hanno dato una medicina e mi ha fatto ancor più male, ma sono già passati 60 anni.

Dio c’era anche lì, voleva guarirmi, perché dopo essere andato dal medico ho dovuto svolgere il servizio militare e mi hanno mandato ad Astorga per due anni, due anni di servizio militare quando ero già sacerdote. In realtà non ho fatto niente a livello militare. Celebravo la Messa la domenica, e così sono trascorsi due anni.

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Organista in Texas

Quando si è concluso, c’era un sacerdote che voleva che andassi in Texas a suonare l’organo, perché in Spagna ero organista.

Hanno sistemato tutto perché andassi in Texas alla parrocchia di Guadalupe, e ho navigato 15 giorni per arrivare a New York.

Negli Stati Uniti sono rimasto circa 70 anni, amministrando più di 4.000 Battesimi.

Perché è tornato in Spagna?

Avevo compiuto 100 anni, e il vescovo mi ha detto che era ora che mi ritirassi.

Cos’ha significato per lei partire?

È stato molto doloroso, perché lì ero molto contento. Posso ancora lavorare.

Dove si trova ora?

Nella parrocchia della Consolazione a Móstoles (Spagna). Pensavo che fosse una città piccola ma non è così, è molto grande, è cresciuta tanto. È stata la prima città ad aver iniziato a lottare contro i Francesi.

Qui sto tranquillo. Concelebro la Messa.

Confessa?

Sì, quando vado in chiesa e mi chiedono di confessare.

«Vogliono che riposi»

Com’è questa situazione per lei, dopo aver avuto una vita molto impegnata?

È molto difficile stare qui senza fare niente. Se sono inoperoso mi annoio e mi sento male. Vogliono che riposi, ma posso ancora lavorare, voglio lavorare. Il giorno del mio onomastico sono venuti a trovarmi dei nipoti e mi hanno detto che quel giorno potevo celebrare la Messa.

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Cos’ha provato quando è tornato a celebrare?

Sono lo stesso di prima e posso farlo. Avendo 100 anni mi dicono che devo riposare.

Si è sentito triste, depresso?

No. Prego, e quando mi va guardo la televisione. Grazie a Dio, non arrivo a deprimermi.

Nel corso dei suoi cento anni, ha percepito la presenza del demonio?

Chi a 100 anni non ha fatto qualcosa di sbagliato?

Come possiamo prepararci a un’esistenza così lunga?

Dio fa le cose, ed è Lui a darmi la salute. È Lui che dona queste benedizioni, e bisogna offrire tutto a Dio.

Come riassumerebbe la sua vita in quattro parole?

Perché Dio lo vuole. La vita viene da Dio, e Dio sia benedetto, sono pronto per quello che Egli vuole e per continuare ad aiutare come posso.

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