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Leader laica “cattolica” del Cammino Sinodale Tedesco vuole l’“accesso all’aborto”

PREGNANCY

Fr Lawrence Lew, O.P.-cc

Francisco Vêneto - pubblicato il 19/07/22

Federazione di giovani “cattolici” del Paese ha anche criticato il fatto che gli aborti non siano “totalmente accessibili”

Irme Stetter-Karp, 65 anni, è “co-presidente” del controverso Cammino Sinodale Tedesco, l’iniziativa dei vescovi della Germania che si è arrogata il compito di rivedere la dottrina della Chiesa cattolica e di “aggiornarla”. La polemica sorge quando tra i presunti “aggiornamenti” ci sono proposte che deturpano esplicitamente la dottrina.

È il caso della difesa del sacerdozio femminile, della fine del celibato sacerdotale e della libera Comunione per i divorziati e perfino per i non cattolici. E ora appare anche chi difende l’aborto.

La stessa Irme Stetter-Karp, dall’alto della sua posizione come presidente del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi, propone che l’aborto sia “disponibile” in tutta la Germania.

La donna, riporta Die Zeit, sottolinea che quella che è stata descritta in modo contraddittorio come “interruzione volontaria della gravidanza” (come se fosse possibile allora metterla in pausa per poi riprendere da dove ci si era fermati) non deve diventare un “servizio medico regolare”, ma “si deve garantire una fornitura di intervento medico dell’aborto in ambito nazionale. Questo oggi non accade perché l’assistenza ginecologica è assente, soprattutto nelle aree rurali”.

Il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi opera a livello di organizzazione del Cammino Sinodale Tedesco insieme alla Conferenza Episcopale del Paese. Essendo il presidente del comitato laico, Irme Stetter-Karp è anche “co-presidente” del Cammino Sinodale.

Alexandra Linder, presidente dell’Associazione Federale per la Vita in Germania, ha deplorato con decisione le affermazioni di Irme Stetter-Karp. In alcune dichiarazioni all’agenzia cattolica di notizieCNA Deutsch, Alexandra ha affermato che Irme indulge in “false dichiarazioni della lobby abortista”.

La Linder, che organizza ogni anno a Berlino la Marcia per la Vita, ha chiesto che anziché agli aborti si dia una priorità a “un miglior accompagnamento e sostegno alle gestanti”.

“I numeri [dell’aborto] in Germania non stanno diminuendo. Lo si vede chiaramente dagli indici dell’aborto sempre più alti – e il fatto che nonostante i resoconti siano obbligatori a volte manchino fa sì che ci sia una proporzione di aborti ancor più elevata che non viene registrata”.

Il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi non è il primo gruppo autodichiaratosi “cattolico” della Germania a sostenere l’assassinio dei bambini in gestazione, anche se il Catechismo è chiarissimo nella difesa della vita umana in modo incondizionato dall’istante del concepimento alla morte naturale.

A marzo, quando il Governo tedesco ha autorizzato la propaganda delle cliniche abortive, la Federazione della Gioventù Cattolica Tedesca ha lodato la novità. Si tratta, come descrive il nome, di un’entità che riunisce le associazioni cattoliche dei giovani del Paese – e la federazione di giovani “cattolici” ha criticato il fatto che gli aborti non siano oggi “totalmente accessibili” in Germania.

Il Paese permette l’aborto libero fino alla 12ª settimana di gravidanza, con consulenza obbligatoria in un centro approvato dallo Stato, oltre ad autorizzare aborti successivi a questo termine in determinate circostanze. Nel 2020 la Germania, che ha 83 milioni di abitanti, ha registrato 100.000 aborti – e questo all’apice della pandemia di Covid-19, con forti restrizioni alla maggior parte delle procedure mediche.

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