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Nicaragua: 190 attacchi contro la Chiesa – La storia del Corpus Domini – & altro… 

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POPE FRANCIS AND QUEEN ELIZABETH

STEFANO RELLANDINI | POOL | AFP

i.Media per Aleteia - pubblicato il 15/06/22

Ogni giorno, Aleteia offre una selezione di articoli scritti dalla stampa internazionale sulla Chiesa e le questioni principali che preoccupano i cattolici nel mondo. Le opinioni e i punti di vista espressi in questi articoli non sono quelli degli editori.

Mercoledì, 15 giugno 2022

1. Hilarion è stato dimesso perché Kirill sta diventando sempre più “pro-Putin”? 

2. Vescovo Timmerevers: il cammino sinodale “non è una panacea”

3. Nicaragua: 190 attacchi contro la Chiesa cattolica negli ultimi quattro anni

4. Elisabetta II, regina dei rapporti con la Chiesa cattolica

5. La storia del Corpus Domini

1. Hilarion è stato dimesso perché Kirill sta diventando sempre più “pro-Putin”? 

Perché il braccio destro del Patriarca Kirill, il Metropolita Hilarion, è stato bruscamente dimesso? Un giornalista della rivista cattolica Tempi cerca di analizzare la situazione nel contesto dell’ennesimo scossone nel mondo ortodosso. Brillante e autonomo – forse troppo agli occhi del Patriarca di Mosca –, Hilarion, “Ministro degli Esteri” dell’Ortodossia russa, è stato licenziato dal suo ruolo dopo 13 anni. Una delle ragioni evocate per spiegare la questione sarebbe la tendenza del Metropolita a tenere aperti i canali di dialogo con l’Occidente, mentre il Patriarca di Mosca si è trincerato in una retorica anti-occidentale fin dall’inizio dell’offensiva russa in Ucraina. “Ora Kirill sembra chiaramente allineato con la volontà di Putin”, spiega l’articolo. Anche se l’autore ritiene che Kirill sia sempre più a favore di Putin, si chiede se il Patriarca di Mosca non abbia progettato l’allontanamento del suo braccio destro per preservarlo per il futuro della Chiesa ortodossa.

Tempi, italiano

2. Vescovo Timmerevers: il cammino sinodale “non è una panacea”

Il vescovo Heinrich Timmerevers di Dresda, in Germania, verrà ricevuto nei prossimi giorni da Papa Francesco. In un’intervista rilasciata al quotidiano locale Dresdner Neueste Nachrichten, ha espresso le sue riserve sulla Via Sinodale, che “certamente non è una panacea” per la Chiesa, anche se lui sostiene il processo di riforma. Il presule è preoccupato in particolare dell’unità tra Roma e Germania. “Dobbiamo fare attenzione a tutti i cambiamenti necessari per non concentrarci troppo su noi stessi. Dopo tutto, la Chiesa dovrebbe servire il mondo. Non vengo in Vaticano con idee preconcette, ma con un orecchio aperto”, ha affermato. Preoccupato per le divisioni nella società, che nota soprattutto nella sua Sassonia natale, il vescovo Timmerevers dichiara che “le nostre radici religiose e la comprensione dell’essere umano che ne deriva offrono un’opportunità enorme” per affrontare i cambiamenti ed evitare un ripiegamento nostalgico. Il presule vuole anche parlare al Papa di “quanto la gente sia delusa per il modo in cui la Chiesa affronta gli abusi sessuali” e della necessità di un cambiamento nelle strutture rilevanti per ripristinare la fiducia.

Katholisch.de, tedesco

3. Nicaragua: 190 attacchi contro la Chiesa cattolica negli ultimi quattro anni

Dal 2018, sono stati registrati 190 casi di aggressione nei confronti della Chiesa cattolica in Nicaragua, secondo lo studio “Nicaragua: a persecuted Church?”, dell’avvocato Martha Patricia Molina Montenegro, membro dell’Osservatorio per la Trasparenza e la Lotta alla Corruzione. Ha iniziato il suo studio nel 2018, perché è stato allora che la Chiesa ha denunciato la repressione governativa delle dimostrazioni civili che hanno portato a circa 355 vittime. Durante questo periodo turbolento, molti sacerdoti hanno aperto la porta della loro parrocchia a chi veniva preso di mira dal regime, cosa che non è stata accolta con favore dal Governo guidato dal Presidente Daniel Ortega, spiega la Molina. “Quello che stiamo osservando dopo il 2018 è che tutto quello che viene fatto è realizzato con cattiveria, con odio, per distruggere tutto ciò che significa religiosità o cattolicesimo nel Paese”, dichiara, pur chiarendo che non tutte le aggressioni riferite sono provocate in modo necessariamente diretto dal regime di Ortega o dai suoi seguaci. I casi oggetto del suo studio sono classificati in sette categorie che spaziano da “graffiti sui muri e messaggi anonimi nei templi cattolici” a “messaggi aggressivi contro sacerdoti e religiosi da parte del Presidente Daniel Ortega e del vicepresidente Rosario Murillo”. Le aggressioni contro sacerdoti, vescovi e suore rappresentano il 37% degli attacchi, seguiti da profanazioni di luoghi di adorazione, il 19% dei casi registrati. L’anno con il maggior numero di aggressioni è stato il 2019, con il 48% dei casi. La Molina non esclude tuttavia che il 2022 possa superare il numero degli attacchi precedenti.

Confidencial, inglese

4. Elisabetta II, regina dei rapporti con la Chiesa cattolica

La regina Elisabetta II ha aiutato a migliorare i rapporti con la Chiesa cattolica nel Regno Unito. È quello che un articolo sulla rivista Omnes spiega ricordando gli sforzi della regina per dialogare con Roma. Nel 2014, ad esempio, lei e il suo marito, il principe Filippo, duca di Edimburgo, hanno visitato il Vaticano per il centenario del ristabilimento dei rapporti diplomatici tra il Regno Unito e la Santa Sede. La regina, che ha conosciuto cinque Papi, quattro dei quali da regina, ha mantenuto rapporti calorosi con i vescovi di Roma, avendo incontrato ad esempio tre volte Giovanni Paolo II. Durante il suo regno, vari membri della famiglia reale hanno scelto di unirsi alla Chiesa cattolica, come nel caso di Lord Nicholas Windsor, figlio del duca e della duchessa del Kent, che ha perso così il suo diritto al trono. Nel 2006, come richiesto dal Royal Marriage Act del 1772, ha dovuto ottenere il permesso della regina, che glielo ha concesso, per sposare una donna cattolica. “Da un’epoca in cui il cattolicesimo era bandito, perfino brutalmente punito, in Gran Bretagna all’accettazione pubblica della fede di oggi, anche all’interno della famiglia reale, è una transizione importante”, sottolinea l’autore. E questa transizione si è solo ampliata e sviluppata sotto il regno di colei che ha appena celebrato il suo giubileo di platino.

Omnes, inglese

5. La storia del Corpus Domini

Questa domenica i cattolici celebreranno la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, nota anche come Corpus Domini. Il sito cattolico statunitense The Pillar spiega che questa celebrazione ha avuto origine più di 800 anni fa nella città di Liegi, in Belgio, con una giovane donna chiamata Giuliana di Mont-Cornillon. Canonizzata nel 1869, è associata a “un movimento di pietà femminile” che si è diffuso nei Paesi Bassi nel XIII secolo ed è spesso collegata alla devozione eucaristica. Si dice che Cristo le abbia detto in sogno di istituire una festa dedicata al suo corpo e al suo sangue. Il suo suggerimento venne sostenuto da molte figure ecclesiastiche, ma incontrò anche delle resistenze, e quindi alla morte della santa, nel 1258, la festa aveva ottenuto attenzione solo a livello locale. Nel 1261, Jacques Pantaleon, che aveva sostenuto il messaggio di Giuliana quando era arcidiacono di Liegi, divenne Papa Urbano IV e ufficializzò la celebrazione per tutta la Chiesa nel 1264. San Tommaso d’Aquino compose per questa nuova festività l’ufficio, la Messa e tre inni, che vengono cantati ancora oggi. L’articolo spiega anche che fin dall’inizio il Corpus Domini si è celebrato un giovedì, ma nel 1970 la Sacra Congregazione dei Riti ha pubblicato delle nuove norme generali permettendo che venisse celebrata la domenica, spiegando perché alcuni Paesi e alcune Chiese si celebra in giorni diversi.

The Pillar, inglese

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