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Perché vivere per sempre sulla Terra è una cattiva idea

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Jacob_09 | Shutterstock

Philip Kosloski - pubblicato il 21/04/22

Una vita lunghissima sulla Terra non può essere paragonata a quello che ci aspetta in Cielo

Molti nel mondo tecnologico cercano il modo per curare la vecchiaia e le sue fragilità. Vogliono vivere per sempre sulla Terra, superando i 100 anni.

Papa Benedetto XVI ha messo in discussione questa ricerca dell’“immortalità” in un’omelia per la Pasqua 2010:

“Si rende evidente la resistenza che l’uomo oppone alla morte: da qualche parte – hanno ripetutamente pensato gli uomini – dovrebbe pur esserci l’erba medicinale contro la morte. Prima o poi dovrebbe essere possibile trovare il farmaco non soltanto contro questa o quella malattia, ma contro la vera fatalità – contro la morte. Dovrebbe, insomma, esistere la medicina dell’immortalità. Anche oggi gli uomini sono alla ricerca di tale sostanza curativa. Pure la scienza medica attuale cerca, anche se non proprio di escludere la morte, di eliminare tuttavia il maggior numero possibile delle sue cause, di rimandarla sempre di più; di procurare una vita sempre migliore e più lunga. Ma riflettiamo ancora un momento: come sarebbe veramente, se si riuscisse, magari non ad escludere totalmente la morte, ma a rimandarla indefinitamente, a raggiungere un’età di parecchie centinaia di anni? Sarebbe questa una cosa buona?”

Il Pontefice spiegava poi perché vivere a lungo sulla Terra sia una cattiva idea:

“L’umanità invecchierebbe in misura straordinaria, per la gioventù non ci sarebbe più posto. Si spegnerebbe la capacità dell’innovazione e una vita interminabile sarebbe non un paradiso, ma piuttosto una condanna. La vera erba medicinale contro la morte dovrebbe essere diversa. Non dovrebbe portare semplicemente un prolungamento indefinito di questa vita attuale”.

Vivere per sempre sulla Terra prolungherebbe essenzialmente tutti gli aspetti negativi dell’essere umano, come sofferenza, guerra, violenza e ansia.

La gente si trincererebbe sempre più nei suoi punti di vista, e le guerre si protrarrebbero per secoli con gli stessi leader. I totalitaristi regnerebbero sui loro Paesi per generazioni e generazioni.

La soluzione, spiegava Papa Benedetto, è invece una vita “nuova”:

“Dovrebbe trasformare la nostra vita dal di dentro. Dovrebbe creare in noi una vita nuova, veramente capace di eternità: dovrebbe trasformarci in modo tale da non finire con la morte, ma da iniziare solo con essa in pienezza. Ciò che è nuovo ed emozionante del messaggio cristiano, del Vangelo di Gesù Cristo, era ed è tuttora questo, che ci viene detto: sì, quest’erba medicinale contro la morte, questo vero farmaco dell’immortalità esiste. È stato trovato. È accessibile. Nel Battesimo questa medicina ci viene donata. Una vita nuova inizia in noi, una vita nuova che matura nella fede e non viene cancellata dalla morte della vecchia vita, ma che solo allora viene portata pienamente alla luce… Sì, l’erba medicinale contro la morte esiste. Cristo è l’albero della vita reso nuovamente accessibile. Se ci atteniamo a Lui, allora siamo nella vita”.

Se vogliamo “vivere per sempre”, dobbiamo ricorrere al vero “albero della vita”, Gesù, che ci apre un regno di immortalità che dona la vita vera.

La vita in Paradiso non assomiglierà affatto a quella sulla Terra. Il Cielo è un luogo senza lacrime, guerra e violenze.

Il Paradiso è un luogo di pace duratura, non semplicemente un prolungamento della nostra Terra ferita.

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